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lunedì, Giugno 21, 2021

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Palma Campania, la giornalista Antonietta Ferrante racconta Gavillucci, l’uomo nero

Una firma palmese ha contribuito alla realizzazione dell’opera ‘L’uomo nero’, scritto da Claudio Gavillucci, ex arbitro di serie A. Antonietta Ferrante, originaria della nostra città, giornalista di professione ed in servizio presso l’Adnkronos, è – insieme alla collega Manuela D’Alessandro – una delle curatrici dell’opera, che racconta dell’arbitro che ha osato mettere in discussione un sistema rivelandone ombre, condizionamenti e opacità.
Gavillucci è stato dismesso dalla serie A nel giugno del 2018, finendo ad arbitrare nei campetti di provincia dopo essere stato tra i primi a sospendere una partita (Samp-Napoli) per cori razzisti.
«Siamo alla prima ristampa – ci racconta Ferrante – e il libro, uscito a maggio con la casa editrice Chiarelettere, continua a essere il più venduto nella categoria Calcio della classifica Amazon. L’idea è di portarlo nelle scuole perché non è solo il racconto di quanto accaduto a un arbitro, ma parla anche di razzismo nel mondo del calcio e della poca trasparenza delle regole».
Ci racconti del suo rapporto con la terra d’origine.
«Palma Campania per me rappresenta l’origine, qui ho vissuto tra gli 8 e i 24 anni. Il paese mi è sempre andato un po’ stretto e finita l’università mi sono trasferita per lavoro. A Milano vivo da ormai 15 anni ma dai miei genitori torno sempre, anche se non tanto come vorrei. Con Palma ho un rapporto di odio e amore: guai a chi ne parla male, ma allo stesso tempo non posso nascondere che trovarla ogni volta uguale a sé stessa mi fa male. Vorrei vedere dei cambiamenti e invece continua a offrire poche possibilità, in particolare ai giovani. Credo che chi nasce e vive in provincia (qui ho fatto elementari e medie, liceo scientifico a Terzigno e Scienze della comunicazione all’università di Salerno) abbia una marcia in più, abbia voglia di rivalsa, di prendersi tutto quello che un paese non offre ma non posso fare a meno di chiedermi perché a Palma non si riesca mai a creare nulla per aggregare e stimolare i ragazzi, dallo sport alla scuola. Palma mi sembra da sempre immobile e ha perso un po’ anche la sua anima. Credo debba tornare a essere più comunità, inteso come sentire comune, a creare più occasioni di socialità, a partecipare a una vita pubblica che deve essere interesse di tutti».

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