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lunedì, Giugno 21, 2021

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Calcio, il dramma dei Dilettanti: non possono ripartire

Il grido d'allarme del presidente della LND, Cosimo Sibilia: "Serve un protocollo sanitario adeguato e che si arrivi rapidamente ad una soluzione, proseguire con questa incertezza produrrà danni incalcolabili al nostro movimento"

Il calcio dilettantistico, in Italia, non sa come ripartire. Il grido d’allarme viene lanciato da Cosimo Sibilia, presidente della LND, che in una nota ufficiale ha così espresso il suo pensiero al riguardo: “Ripartire dopo il lock-down è l’obiettivo di tutti. Anche del calcio dilettantistico. Ma ad oggi, nonostante il nostro impegno con contributi, agevolazioni, date e scadenze fissate, non vi è alcuna certezza sulla partenza delle attività. Dopo il protocollo FIGC per la ripresa e per gli allenamenti del 5 giugno scorso, nonostante i nostri solleciti nelle sedi opportune, non c’è al momento alcuna indicazione ufficiale per lo svolgimento di gare e campionati. Ci sono 12mila società e oltre 1 milione di calciatori e calciatrici che attendono con impazienza di sapere se alla fine dell’estate si riprenderà a giocare e in che modo”.

Sibilia prosegue così il suo intervento: “Noi siamo il calcio genuino, quello del campanile e delle piccole imprese locali, quello che contempla il gioco a 11, il calcio femminile, il futsal e il beach soccer, quello dei campi estivi e delle sagre: insomma, quello messo già abbastanza a dura prova dall’emergenza sanitaria e che vuole, con tutte le sue forze, provare a ricominciare”.

Infine, l’amara constatazione del numero uno della Lega Nazionale Dilettanti: “Qui rischiamo di vanificare tutti gli sforzi compiuti per contenere l’emorragia di società e per mettere in sicurezza la stagione 2020-2021, mentre assistiamo al paradosso per cui lo sport amatoriale è ripreso, con la responsabilità demandata alle regioni, e il calcio dilettantistico non sa come e quando ripartire. Serve un protocollo sanitario adeguato e che si arrivi rapidamente ad una soluzione. Ripeto: proseguire con questa incertezza produrrà danni incalcolabili al nostro movimento che non merita di vedere mortificati i sacrifici fatti per assicurare la ripresa delle attività. Lo trovo profondamente ingiusto”.

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