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lunedì, Giugno 21, 2021

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Coronavirus, palmese torna dall’Iran dopo cinque mesi

Il docente Michele Giannone è advisor di Unitelma Sapienza, ha vissuto in Medio Oriente la fase di pandemia

Per quasi cinque mesi, è rimasto in Iran per rispettare le misure di sicurezza sanitaria riguardanti il contenimento della pandemia da Coronavirus. Il docente Michele Giannone, originario di Palma Campania e advisor di Unitelma Sapienza in Medio Oriente, ci racconta la sua esperienza.

“Mi ero recato a Teheran a metà febbraio, per degli appuntamenti legati alla promozione dell’università telematica in Iran. – ci racconta – Sarei dovuto rimanere lì per pochi giorni, difatti ad inizio marzo ho preso un volo per ritornare in Italia, ma una volta arrivato a Malpensa e compresa la situazione di emergenza e di caos che si stava verificando, ho ripreso lo stesso volo per Teheran, dove per fortuna ho avuto la possibilità di godere di un alloggio familiare, essendo mia moglie iraniana. Considerato il propagarsi della pandemia a livello internazionale, sono rimasto lì fino alla fine di luglio. Solo venerdì scorso, sono rientrato in Italia, ma solo per fare scalo verso la Spagna, dove attualmente mi trovo, sempre per ragioni di lavoro”.

Giannone, può darci testimonianza di come, a differenza dell’Italia e dell’Europa, la situazione di emergenza sanitaria sia stata gestita in Iran?

“Stiamo parlando di un Paese che è abituato a gestire delle grandi crisi, oltre che di una nazione che è di gran lunga più grande dell’Italia, con una popolazione superiore di ben venticinque milioni. In Iran, la situazione di emergenza sanitaria è stata gestita meglio dal punto di vista culturale, con la popolazione che ha affrontato il Covid-19 con grande responsabilità, contenendo i focolai, direi piuttosto bene almeno fino a giugno, perché con l’arrivo della stagione calda, che ha comportato un tasso di umidità elevato, i contagi sono risaliti ed ora si sta registrando un nuovo incremento, pur se contenuto in proporzione a quanto sta accadendo in altre parti del mondo”.    

Attualmente, in Iran, sono poco più di 300mila i contagiati, con circa 17mila decessi, un numero alquanto basso rispetto ad altre realtà dove si parla di ben altre statistiche e percentuali. In tutto questo, come si inquadra l’attività dell’Università Telematica? Se il Covid persistesse anche nei prossimi mesi, si potrebbe registrare un incremento delle iscrizioni per studiare in sicurezza?

“Questo lo capiremo soltanto ad ottobre. – conclude Giannone – È chiaro che un’Università Telematica dispone già di piattaforme performanti per portare avanti il proprio percorso formativo ed accademico, a differenza del sistema scuola/università tradizionale. Certo è che già nel corso degli ultimi anni le nuove iscrizioni sono aumentate ed in questa fase di Coronavirus potrebbe registrarsi un ulteriore incremento. Staremo a vedere, anche perché stiamo parlando di un discorso riguardante la maturazione culturale dei Popoli, che certamente offre maggiori opportunità alle Università Telematiche nelle zone del mondo con maggiore propensione allo sviluppo formativo on line, come accade da qualche anno in Medio Oriente”.

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