28.2 C
Palma Campania
lunedì, Giugno 21, 2021

Home Cultura Palma Campania, da obiettore a carcerato: la storia di Francesco Esposito

Palma Campania, da obiettore a carcerato: la storia di Francesco Esposito

C’è stato un tempo in cui chi si dichiarava obiettore di coscienza, perché rinnegava l’obbligo di sostenere la leva militare, doveva scontare delle pene detentive nelle carceri italiane.

A Palma Campania, nel corso dei decenni, non sono mancati casi del genere e uno di questi, oggi, ha scelto di raccontare la sua esperienza attraverso le colonne del nostro giornale.

Francesco Esposito, classe 1969, cresciuto nella prima famiglia che ha abbracciato, negli anni ’60, la fede dei Testimoni di Geova a Palma Campania, così inizia a descrivere lo stato d’animo col quale ha affrontato il rifiuto delle armi ed il susseguente periodo di reclusione in cella:

«Al contrario dei miei coetanei che attendevano la famosa “cartolina” che avrebbe sancito il passaggio all’età adulta, noi ragazzi testimoni eravamo rassegnati all’idea che presto sarebbe arrivato, con la maggiore età, il momento di affrontare l’arresto e l’imprigionamento. Io ero deciso a non indossare l’uniforme e a non imparare l’arte della guerra perché lo consideravo in contrasto aperto con il principio evangelico di amare il prossimo come se stessi. Così, quando arrivò la cartolina, mi presentai in caserma, a Bari Palese, ma rifiutai di indossare la divisa militare. Fui trattenuto in caserma e dopo alcuni giorni rimandato a casa».

«Dopo tre mesi fui convocato per il processo presso il Tribunale di Bari, che mi condannò a 1 anno di reclusione. Quattro mesi dopo, precisamente il 1° marzo 1989, mentre stavo riparando un autocarro nell’officina di famiglia, arrivò la volante dei Carabinieri. Con le sirene spiegate ed i mitra in mano mi diedero alcuni minuti per prendere i miei effetti personali e mi condussero alla caserma del paese».

«Fu davvero uno shock per me quando mi ammanettarono e mi portarono via! Si sparse la voce per il paese che ero stato arrestato per chissà quale reato. Ci volle un po´ di tempo, da parte dei miei familiari, per spiegare ai vicini che non ero un criminale, ma solo un obiettore di coscienza».

Di qui, l’arrivo al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dove Esposito fu recluso per un anno intero.

« – aggiunge – incontrai altri testimoni che come me erano decisi a non impugnare le armi. Eravamo rinchiusi in celle insieme a ragazzi che scontavano pene per reati commessi durante la ferma militare. Le giornate erano molto intense; quando non eravamo impegnati nelle mansioni di pulizia sfruttavamo il tempo per studiare a fondo la Sacra Bibbia. Il carcere sembrava un’enorme biblioteca. In quel periodo ho stretto amicizie con altri ragazzi testimoni di ogni parte d’Italia che anche oggi, a distanza di anni, durano. Insieme ci siamo fatti coraggio e questo mi ha aiutato a sopportare i sentimenti negativi. Le mie convinzioni non erano condivise dai militari che mi sorvegliavano».

«Per loro ero un traditore della Patria. La domanda che mi rivolgevano spesso era: “Ma se ci attaccano tu che farai?”. In una di quelle conversazioni un militare mi disse: “In tempo di guerra vi metteremmo tutti al muro”. Io di solito gli facevo notare che se tutti si fossero comportati come me non impugnando le armi, nessuno avrebbe partecipato alle guerre. Di solito terminavamo la conversazione con una bella risata. Col tempo il nostro atteggiamento collaborativo e rispettoso ha aiutato ad instaurare un buon rapporto fra carcerati e carcerieri. Ripenso spesso a quel periodo della mia vita. Mi sembra un sogno. Finire in carcere per promuovere la pace».

«Oggi sono padre di due figli, di cui un maschio di 25 anni, che non ha dovuto affrontare questo problema, perché il servizio di leva non è più obbligatorio. Penso di avere contribuito anch’io, insieme ad altre migliaia di giovani obiettori come me, a questo risultato».

- Advertisment -

POPOLARI

A Pompei una Festa della Musica senza confini

A Pompei una Festa della Musica senza confini

Palma Campania, cane abbandonato e ingabbiato: salvato dai Carabinieri

Palma Campania, cane abbandonato e ingabbiato: salvato dai Carabinieri

Pompei, l’alba del solstizio d’estate al Parco Archeologico

Pompei, l'alba del solstizio d'estate al Parco Archeologico

C’era una volta il Festivalbar

C'era una volta il Festivalbar