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lunedì, Giugno 21, 2021

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Palma Campania, rischio Covid in età pediatrica: intervista al medico Prof. Felice Nunziata

La riapertura delle scuole solleva il delicato problema relativo al rischio d’infezione da Coronavirus in età pediatrica. La preoccupazione delle famiglie è basata sui dati allarmanti che provengono da tutto il territorio nazionale. Ad affrontare la questione, è il medico palmese Prof. Felice Nunziata.

Nunziata è Direttore del reparto di Pediatria dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta e docente presso la Scuola di Specializzazione di Pediatria dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Come ha inciso la pandemia nel reparto di Pediatria da Lei diretto?

«Non abbiamo avuto, nel recente passato, un aumento dei pazienti riconducibile alla pandemia. Siamo stati tra i primi in Italia, però, ad osservare una malattia di Kawasaki potenzialmente legata al Sars-Cov-2. Prevedo, nel prossimo futuro, un aumento dei ricoveri in pediatria anche in conseguenza della riapertura delle scuole».

Come agisce il virus Sars-Cov-2 sul neonato e bambini?

«Premesso che i bambini si contagiano e contagiano alla stessa maniera degli adulti ma si ammalano in modo meno grave. Sicuramente il virus agisce diversamente dagli adulti in pazienti molto giovani e questo ormai è stato più volte specificato. I motivi sono dovuti, essenzialmente, al fatto che hanno un sistema immunitario “allenato”, anche per le continue vaccinazioni che vengono loro somministrate. Per questo è importantissimo vaccinare i giovani fin dai primi anni di vita. I bambini hanno un sistema immunitario innato, più pronto e hanno un’immaturità dei recettori polmonari ACE, che non consente un attecchimento ottimale da parte del virus sul polmone e, quindi, l’espressività clinica è meno grave».

Quali sono i risultati più significativi ottenuti da Lei nel campo della medicina e della ricerca?

«Le soddisfazioni nel nostro campo si vivono giorno dopo giorno, ma una cosa mi riempie di orgoglio sicuramente: Essere l’unico campano a far parte del Gruppo di Studio Internazionale sulle Malattie invasive che comprendono, tra le altre, le tanto temute Meningiti».

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