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sabato, Giugno 19, 2021

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Annata ricca per le nocciole: i consigli dell’imprenditore palmese Biagio Santella

È un raccolto soddisfacente quello dell’anno 2020 per le nocciole del nostro territorio. A parlarcene è l’imprenditore palmese Biagio Santella, socio dell’industria Santella Srl di Domicella, specializzata nella trasformazione di nocciole e noci.

«Partiamo da una premessa doverosa: nell’ultimo anno 2019, s’è registrata una scarsità nella quantità del nostro prodotto, che rimarrà nella storia delle nocciole in Campania, e in Italia in genere, determinando la perdita fette di mercato a favore di Turchia, Georgia e Azerbaigian».

Santella così prosegue, parlando del raccolto di quest’anno: «Oggi abbiamo per dati certi di uno dei migliori raccolti degli ultimi dieci anni. Anche se la nocciola attualmente presenta un difetto di crescita dovuto alla forte siccità degli ultimi due mesi. Dal punto di vista dei prezzi, oggi oscillano per una piemontese intorno ai 3 euro, per una romana intorno ai 2,70 euro al chilogrammo e per una mortarella/napoletana fra i 2,20 e i 2,40 euro a chilo, le sangiovanni dai 2,00 ai 2,20 euro al chilo, a seconda della resa del prodotto stesso».

E per quanto riguarda le aziende di settore?

«Le grosse società di cioccolato hanno ancora scorte di vecchio raccolto di prodotto proveniente da Turchia e altri Paesi. Per cui il nostro mercato, anche se la Ferrero è uscita già con prezzi intorno ai 2,30 euro al chilo solo per la regione Campania (in particolar modo per le mortarelle), è ancora da scoprire».

Parliamo degli agricoltori.

«Quest’anno il produttore si sta affrettando a vendere la merce secondo una mia visione anche perché soprattutto negli ultimi anni ha guadagnato poco intorno a questo prodotto, ma anche perché ha paura di questo virus che non è ancora stato sconfitto e rischia di bloccare la commercializzazione. La stessa cosa stanno facendo le aziende acquirenti, italiane ed estere, soprattutto quelle della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) nel resto d’Europa».

Infine, Santella evidenzia «la crisi degli ultimi anni del settore sgusciatura che ha toccato diverse aziende italiane, con questa annata si spera di risollevare un po’ tutta la filiera riguardante l’industria di trasformazione e sgusciatura del prodotto stesso. Un cenno al prodotto di Giffoni Vallepiana, cui va dato il merito di aver fatto conoscere in tutta Italia, ma molto ancora va fatto per farlo conoscere all’estero».

Una evoluzione che deve a breve fornire dei riscontri anche per il mercato delle noci.

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