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lunedì, Giugno 21, 2021

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Palma Campania, intervista a Donnarumma, numero uno della Banca Popolare del Mediterraneo

In tempo di Covid, la nostra redazione ha intervistato l’imprenditore palmese Nicola Donnarumma, che è alla guida di un istituto di credito che ha un’anima palmese, grazie alla quale ha saputo spiccare il volo negli anni.

Cosa significa per lei essere presidente della Banca Popolare del Mediterraneo?

«Essere presidente di una banca locale che ha la “mission” di sostenere i piccoli e medi imprenditori, gli artigiani e le famiglie. Tutto ciò mi rende orgoglioso per le finalità economiche e sociali dell’iniziativa, ma mi attribuisce una responsabilità, della quale sento l’importanza, che mi induce a dedicarmi a tale compito con impegno, dedizione e tanta passione».

In relazione alla carica ricoperta, come giudica il tessuto economico di Palma Campania e come giudica l’economia cittadina?

«Palma è situata in una posizione che può essere considerata un crocevia verso le province di Caserta, Salerno ed Avellino. Una posizione che facilita gli scambi commerciali con queste province ed è caratterizzata, tra l’altro, da una diffusione di attività agricole e aziende tessili che operano in sinergia con l’apparato industriale. Negli ultimi anni la crisi del mercato, unitamente alla crisi finanziaria, ha accresciuto le difficoltà che le piccole aziende che operano nel settore terziario e nella piccola industria, incidendo in misura più contenuta nel settore agricolo. Nonostante tutto, però, credo che la capacità degli artigiani e degli imprenditori palmesi, nonché, di tutti coloro che contribuiscono al buon andamento dell’economia locale, lavoratori e professionisti, hanno in qualche modo contenuto gli effetti della crisi a beneficio del benessere di tutti».

In questo periodo condizionato dal Covid 19, molti hanno puntato il dito contro le banche, quale deve essere il ruolo di questi istituti in questo momento secondo lei?

«Tutto il sistema bancario è intervenuto per porre in essere le misure a sostengo delle imprese e delle famiglie, previste dai vari decreti che si sono succeduti, in particolare il decreto liquidità. Per quanto concerne la Bpmed, la nostra attività sul territorio è stata in linea con quanto stabilito dal sistema bancario, con particolare attenzione alle micro-attività, alle quali abbiamo dato risposte rapide per consentire loro di fronteggiare questo periodo di grande emergenza. Abbiamo, inoltre, risposto con immediatezza alle richieste di moratoria dei finanziamenti e dei mutui ipotecari, concedendoli secondo le necessità non solo alle imprese, ma soprattutto alle famiglie».

La pandemia ha condizionato gli investimenti e gli investitori? Se sì, in che modo?

«A causa della pandemia gli investimenti sono crollati, si tratta di una tendenza preoccupante che ci auguriamo non perduri una volta che la pandemia sarà finita».

Quali iniziative prevede l’istituto da lei rappresentato nel breve periodo, per rilanciare l’economia cittadina?

«Il nostro contributo è rivolto a proseguire nelle attività di finanziamento previste dalle misure governative e volte ad offrire alla nostra clientela una consulenza evoluta che consenta loro di accedere anche a forme innovative di credito (mini bind, factoring pro solvendo e pro soluto, piattaforme di credito fintech etc.). A queste dobbiamo aggiungere una assistenza specialistica alle imprese per permettere di accedere a finanziamenti agevolati, anche con contributi a fondo perduto attualmente previsti per le aziende che esportano».

Come si relaziona l’istituto rispetto ai giovani oppure a coloro che vogliono creare una attività lavorativa?

«La Bpmed direttamente o attraverso partner finanziari, concede finanziamenti agevolati alle start-up innovative. Nuove attività, inoltre, vengono valutate avendo riguardo al “progetto” ed alla capacità di realizzarlo, in tal modo – conclude Donnarumma – vengono individuate le forme tecniche di finanziamento più idonee per consentire la nascita di nuove imprese sul territorio».

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