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sabato, Giugno 19, 2021

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Palmese, Simonetti e Tufano in coro: «Sbagliato fermare gli allenamenti, i Dilettanti vanno tutelati»

Andare avanti: sì o no? La Lega Nazionale Dilettanti – alla luce dell’ultimo DPCM prodotto dal premier Giuseppe Conte, che ha sancito l’interruzione momentanea di tutti i tornei agonistici e non dall’Eccellenza in giù, causa la nuova ondata di contagi da Coronavirus sul territorio nazionale – ha, per il momento, consentito di far proseguire le sole competizioni della serie D del calcio dilettantistico tricolore.

Una situazione che, a questi livelli, tocca un po’ tutti gli sport, compreso il calcio. A Palma Campania, dove il team rossonero guidato dal tecnico Antonio Guarracino ha dovuto ugualmente fare i conti con alcuni casi di positività al Covid-19, c’è perplessità su quanto potrebbe accadere nel prossimo futuro.

Un vero peccato, perché la Palmese era partita benissimo in stagione, ottenendo subito due vittorie di fila in campionato e riuscendo anche a passare al turno successivo della Coppa Italia di categoria.

E questa sera, in piazza Plebiscito, a Napoli, dalle ore 20:00 diversi esponenti del calcio dilettantistico campano hanno deciso di avvalorare l’iniziativa denominata ‘Il Calcio Dilettante scende in Piazza contro il nuovo DPCM’. Una manifestazione che intende catalizzare l’attenzione sulle necessità del calcio cosiddetto ‘minore’ di essere tutelato al pari di ‘quello che conta’.

«Non vedo la necessità di fermare il calcio dilettantistico. – queste le parole dell’attaccante rossonero Ciro Simonetti – Il motivo? La maggior parte dei giocatori, ai nostri livelli, vive di calcio. Mi chiedo dunque: qual è la differenza tra atleta dilettante e atleta professionista? Il contatto in campo è uguale. Il punto è che tra i professionisti gira qualche soldino in più, tutto qua. Noi, come calciatori dilettanti, chiediamo almeno di allenarci. Lo pretendiamo, perché non possiamo pagare noi le pene di questo virus. Spero solo che per l’evento di questa sera smuoverà qualcosa. Noi calciatori siamo tutti uguali: dilettanti e professionisti».

Anche l’esperto centrocampista Marco Tufano ha detto la sua, al riguardo: «Concordo con lo spirito di questa manifestazione, che non è stata organizzata per fare casino, ma semplicemente per cercare di far capire a chi di dovere che non siamo macchine o robot, non possiamo stare fermi un mese (se tutto va bene) per poi iniziare subito a rigiocare».

Tufano aggiunge: «Noi ci battiamo innanzitutto per allenarci, rispettando i protocolli, e poi per salvaguardare anche l’aspetto economico. Ma, ripeto, in primis ci interessano gli allenamenti. Noi siamo meno a rischio rispetto alle altre categorie e non so perché le autorità competenti abbiano adottato una scelta de genere, è un contro senso, addirittura fare un referendum per decidere se la serie D dovesse giocare o meno. È davvero una situazione imbarazzante e priva di logica».

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