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lunedì, Giugno 21, 2021

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Domicella, incidente al forno crematorio: botta e risposta tra i sindaci Bossone e Corbisiero

L’incidente avvenuto al forno crematorio di Domicella, nel giorno di Ognissanti, ha destato preoccupazione sull’intero territorio del Vallo di Lauro.

A mostrare perplessità sulla questione è stato il sindaco di Lauro, Antonio Bossone, che ha così affermato: «Non voglio fare speculazioni, né voglio dire che quello che abbiamo visto è Chernobyl. – ha dichiarato Bossone – Però è un allarme che va messo in prima linea. L’impianto crematorio nasce in un’area a densità abitativa molto elevata, il denaro non può essere anteposto alla salute e questi impianti vanno collocati in aree idonee. Sono scelte politiche che un’amministrazione fa, ma la libertà di una persona finisce, laddove incomincia un’altra».

D’altro canto, è giunta puntuale la replica del primo cittadino di Domicella, Antonio Corbisiero, che ha così parlato mediante i canali social: «Voglio tranquillizzare la popolazione dei comuni viciniori, perché ritengo soprattutto che un sindaco debba proteggere la propria gente e inculcare senso civico e non terrorizzarli a colpi di ordinanze e videoclip. Quello che è successo è un incidente durato 7-8 minuti, l’unico avvenuto in sei anni di attività del forno crematorio».

Ma che cosa è successo?

«Vi rendo pubblica la relazione tecnica, elaborata dai tecnici di parte del forno: si è trattato – spiega Corbisiero – della rottura di una valvola di sicurezza, che non si è aperta, provocando l’aumento della temperatura nel filtro a manica e il mancato funzionamento della sonda termica. A sua volta i filtri si sono incendiati, provocando fumo. Il forno è andato in sicurezza, aprendo il camino di emergenza e generando quel fumo che si è visto nel video che è circolato sul web».

Il sindaco di Domicella ha quindi illustrato i rilevamenti effettuati dall’Arpac sull’impatto ambientale che il forno crematorio ha sull’intera zona che, riferisce Corbisiero, «sarebbero irrilevanti rispetto ai parametri massimi consentiti».

La fascia tricolore di Domicella così conclude il lungo dibattito sulla vicenda: “Ho dei figli che abitano a Domicella, così come sono ‘miei figli’ le 1800 persone che vivono nel mio paese. Sia io che mio padre (Stefano Corbisiero), qualsiasi cosa l’abbiamo sempre fatta con cuore, cervello e responsabilità».

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