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giovedì, Giugno 17, 2021

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La ‘minestra eretica’ nel segno di Giordano Bruno

Dopo quattro anni di attesa, tra cui gli ultimi due sfumati tra organizzazione e pandemia, siamo lieti di comunicare la nascita di una sinergia, etica ed eretica, tra Il SudPlus di Officina Mirabilis, l’I.S.I.S. “L. De’ Medici” di Ottaviano – storico Istituto Alberghiero presieduto da Vincenzo Falco – e Slow Food Agro nolano – condotta diretta da Gianluca Napolitano.

I tre attori, nel giorno della commemorazione di Giordano Bruno – che moriva accusato di eresia e arso vivo dalla Santa Inquisizione il 17 febbraio 1600 –, annunciano la loro partnership incentrata su un’idea creativa di Officina Mirabilis, che collega la filosofia di Giordano Bruno alla rivisitazione di un classico della cucina napoletana.

La minestra eretica – rivisitazione della ‘minestra maritata’ – è il nome del piatto, nonché idea-pilota di un più vasto progetto dal titolo Vesuvio eretico, nato per condividere attivamente, con giovani e meno giovani, i valori necessari ad affrontare la perdita di umanità che attanaglia il nostro territorio. Specie oggi, dopo l’avvento della pandemia, scegliere il bene comune è un’idea vitale che va trasmessa ai giovani e alle famiglie.

L’intenzione è quella di sviluppare progetti incentrati sull’eresia (termine che deriva dal greco airesis e significa ‘scelta’) nell’area afferente al Vesuvio.

Lo scopo è quello di coinvolgere Istituzioni, Sistema Formativo e Aziende, puntando a consolidare, da un lato, il tessuto aziendale che ha scelto di operare er/eticamente (biologico, rinnovabili, ecosostenibilità, sicurezza sul lavoro, ecc.) – obiettivo condiviso e sostenuto da Slow Food Agro nolano –, dall’altro, offrendo ai giovani studenti una svolta esperieziale, al fine di trasmettergli valori sani, come la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale del nostro territorio – compito del quale si fa asse portante l’I.S.I.S. “L. De’ Medici” di Ottaviano.

Sarà possibile declinare il progetto vesuvio eretico in molteplici ambiti, a partire dalla cucina fino a toccare l’ambito delle diverse abilità, per radicare idee di eccellenza della diversità (e/o della biodiversità), quali valori imprenscindibili di una società civile.

Si pensa, infatti, sin da ora, di estendere il progetto Vesuvio eretico a diversi ambiti e soggetti – scolastici e aziendali –, applicandolo alla geologia come alle arti, al turismo come all’ecologia, all’innovazione tecnologica come all’artigianato tradizionale.

LA MINESTRA ERETICA

Il progetto-pilota, la minestra eretica, è la prima declinazione in ambito food di Vesuvio eretico, ideato per fornire una viva esperienza valoriale a partecipanti e fruitori, attraverso la realizzazione di una ricerca enogastronomica che coinvolgerà gli studenti e culminerà in una cena-evento, avente come oggetto la reinterpretazione in chiave eretica della ‘minestra maritata’.

Sono previste tante altre attività enogastronomiche e culturali, appenda usciremo da questo difficile periodo.

Che cos’è la minestra maritata?

Gioan Battista del Tufo, nella sua opera poetica Ritratto o modello delle grandezze, delitie e maraviglie della Nobilissima Città di Napoli (1588), descrive il «pignato grasso», poi riportato da Giordano Bruno come «pignata grassa» ne Il Candelaio, pietanza che corrisponde alla nostra odierna ‘minestra maritata’: un piatto povero ma sontuoso, fatto di verdure come torzelle, scarole, verza e varie carni e salumi di maiale, tra cui spicca l’«annoglia», il salame pezzente fatto dai tagli di rusulta del maiale.

Cosa potrebbe essere la minestra eretica?

Abbiamo pensato a una versione che ha, sì, salde radici nella tradizione, ma presenta elementi innovativi eretici, attraverso la scelta di ingredienti provenienti da regimi produttivi etici, come il biologico, ma non solo.

Scegliere di lavorare ereticamente significa sacrificio e fatica per salvaguardare l’ambiente, la biodiversità e la salute. Ma non finisce qui…

La vera e propria eresia è la sostituzione delle carni della ricetta classica con del pesce proveniente da acquacoltura etica!

Naturalmente, le materie dovranno rispettare il concetto alla base del piatto storico della cucina partenopea: ingredienti poveri ma sontuosi, rigorosamente nostrani.

Lasciando invariato il prelibato letto di verdure, la ricerca gastronomica dovrà quindi mantenere alcuni princìpi di base:

• Utilizzare pesci dei nostri mari e della nostra tradizione partenopea/vesuviana, poveri ma succulenti/grassosi – sarda, triglia, anguilla, ecc. –, con lipidi > 10%.

• Riutilizzare senza sprechi le materie prime (fumetti di lische e frattaglie; chips di pelle dei pesci impiegati, ecc.).

Questo piatto tipico della nostra cucina, de facto, si presta perfettamente all’operazione, avendo una lunghissima tradizione risalente alle origini della cucina partenopea.

Il nesso concettuale ci viene fornito da un riferimento bibliografico importantissimo: Giordano Bruno, il «filosofo nolano», «eretico pertinace», nella sua commedia atipica Il Candelaio, cita la «pignata grassa», quale metafora dell’allora città di Napoli, tesa tra opulenza e fame.

Metafora che troviamo ancora attualissima e che vogliamo caricare di significato attraverso l’operazione la minestra eretica.

«Oimè son stanca, voglio riposarmi cqua: tutta questa notte (non la voglio maldire) son stata a far la guarda in piedi e pascermi di fumo di rosto et odor di pignata grassa; et io sono come il rognone…». [Giordano Bruno, Il Candelaio, 1582]

LA RICETTA

Nella ricetta (foto allegata), capitone, baccalà e cozze, vengono maritate con verdure di stagione (scarole, minestra nera, torzelle e verza)!

Il miglior periodo per gli ingredienti è gennaio-febbraio, anche considerando le ricorrenze da Natale e Capodanno, fino alle Celebrazioni Bruniane di metà febbraio.

*La ricetta della minestra eretica, nonché l’intero progetto in discorso, sono protetti da blockchain.

LA PROMESSA

La prima versione de la minestra eretica, dopo due anni di ideazione, è stata realizzata da Vincenzo Notaro, nel mese di gennaio 2020.

Esattamente un anno fa, eravamo pronti per lanciare la fase di ricerca con l’I.S.I.S. “L. De’ Medici” di Ottaviano, ma siamo stati stoppati dalla pandemia. Si è creata da qui l’opportunità di coinvolgere Slow Food Nola, e questo Comunicato, perciò, è il modo di rinnovare la promessa di attivarci appena sarà nuovamente possibile avviare concretamente il progetto.

Nel frattempo, si lavorerà ancora dietro le quinte, aperti a nuove partnership con Istituzioni, Associazioni e Aziende che vorranno condividere con noi questo grande progetto enogastronomico e socio-culturale.

Per informazioni e collaborazioni scrivi a ilsudplus@officinamirabilis.com

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