ALESSIA MANCUSO OLTRE LA CORONA: INTERVISTA A MISS ELITE ITALIA 2026
Rosa Ferrante 27 Settembre 2026
Dalla paura del primo volo al palco di una finale internazionale. La giovane e bella palmese Alessia Mancuso, Miss Elite Italia 2026 racconta il suo viaggio in Egitto, un’esperienza che è andata ben oltre la moda e la competizione, trasformandosi in un percorso di crescita, scoperta e consapevolezza.
Quando le viene chiesto di ricordare quei giorni, la prima cosa che emerge non è il palco, né la finale, ma la paura.
Prima di partire per l’Egitto, infatti, Miss Elite Italia 2026 viveva emozioni contrastanti. La voglia di partire era fortissima, ma insieme all’entusiasmo c’erano tante domande e qualche insicurezza.
“Era il mio primo viaggio fuori dall’Italia, il primo aereo e la prima volta in cui avrei rappresentato il mio Paese in un concorso internazionale. Avevo paura di non essere all’altezza”.
A pesare era anche la difficoltà della lingua. Conoscere soltanto l’italiano, faceva nascere in lei il timore di non riuscire a comunicare con le altre concorrenti, provenienti da Paesi e culture molto diverse.
Eppure, prima della partenza, ha scelto di trasformare l’ansia in preparazione.
Ha organizzato tutto nei minimi dettagli e ha portato con sé anche un elemento particolarmente significativo: il costume nazionale, realizzato a mano proprio per rappresentare l’Italia in questa importante occasione.
“Preparare tutto mi faceva sentire più pronta, anche se dentro di me continuavo a chiedermi se sarei stata davvero in grado di affrontare quell’esperienza”.
Poi è arrivato il momento di salire su quell’aereo. E da lì è cominciato un viaggio che avrebbe cambiato molte delle sue convinzioni.
L’arrivo in Egitto è stato un susseguirsi di prime volte: un nuovo Paese, nuove persone, nuove abitudini e una competizione internazionale.
Ma, soprattutto, è stato il momento in cui alcune paure hanno iniziato lentamente a perdere la loro forza.
La prima persona conosciuta in hotel è stata Miss Elite Latvia. Nonostante la distanza geografica e culturale, la comunicazione è arrivata quasi spontaneamente.
Poi sono cominciate le attività: palestra, yoga, shooting fotografici, luoghi spettacolari, prati verdi e acque cristalline.
Giorno dopo giorno, quelle che inizialmente erano semplicemente concorrenti hanno iniziato a diventare compagne di viaggio.
“Una delle cose più belle è stata scoprire le ragazze oltre le loro fasce e le loro nazionalità”.
Tra i momenti più significativi c’è stato anche quello condiviso con Miss Elite Macau, con cui ha vissuto l’esperienza della convivenza nonostante le difficoltà linguistiche.
“Avevamo entrambe qualche difficoltà con l’inglese, ma abbiamo trovato comunque il nostro modo di capirci. Ho capito che non sempre servono le parole per comunicare”.
E così sono arrivati lo yacht, il cavallo, la pittura, le serate insieme, le fotografie e soprattutto tante risate. L’esperienza ha continuato a cambiare volto con ogni nuova giornata e con ogni nuova persona incontrata.
Negli ultimi giorni, condividendo la stanza con Miss Elite China e Miss Elite Nigeria, l’atmosfera era ormai quella di un gruppo molto più unito rispetto a quello che aveva conosciuto all’inizio.
Poi, inevitabilmente, è arrivata la finale. Il momento che per giorni era stato immaginato, preparato e atteso.
La mattina è iniziata con trucco e capelli, poi gli ultimi dettagli, le prove e la partenza verso il luogo dell’evento. Ad attenderle c’era un grande red carpet.
“In quel momento ho sentito tutto insieme: ansia, paura, emozione, confusione, ma anche tantissimo divertimento”.
Era arrivata fino a lì. La ragazza che prima della partenza si domandava se sarebbe riuscita a comunicare con le altre concorrenti si trovava ora davanti a un pubblico internazionale.
Ed è forse proprio in quel momento che il viaggio ha assunto il suo significato più profondo. Non si trattava più soltanto di una gara. Era diventato un confronto con sé stessa.
Dopo la finale, è arrivato il momento dei festeggiamenti. Il gruppo è rimasto insieme sul palco, poi la serata è continuata tra musica, balli e sorrisi.
E poco dopo, quasi senza rendersene conto, era già tempo di fare le valigie. Il ritorno in Italia ha portato con sé emozioni diverse.
La felicità di tornare a casa, ma anche quella strana sensazione che accompagna la fine delle esperienze importanti.
“Sentivo che una parte di me sarebbe rimasta in Egitto”.
Perché in quegli undici giorni qualcosa era cambiato. La ragazza partita dall’Italia era tornata con una consapevolezza diversa.
Aveva scoperto che molte delle paure che sembravano enormi prima di partire erano diventate piccole una volta affrontate.
“Spesso siamo noi a porci dei limiti prima ancora di sapere di cosa siamo realmente capaci”.
Prima della partenza pensava che le altre concorrenti fossero più preparate, più esperte, più abituate a viaggiare.
Poi ha scoperto che dietro ogni fascia c’era una persona. Una ragazza con le proprie paure, le proprie insicurezze e il desiderio, proprio come lei, di sentirsi all’altezza. Ed è stato questo a creare un legame.
Lingue diverse, culture diverse, Paesi diversi, ma emozioni incredibilmente simili.
Oggi, quando guarda indietro a quell’esperienza, Miss Elite Italia 2026 non parla soltanto di moda, fotografia o passerelle.
Parla di crescita.
“Questi undici giorni mi hanno lasciato molto più di fotografie, sfilate e ricordi. Mi hanno lasciato consapevolezza, forza, sicurezza e persone che porterò con me anche dopo la fine del concorso”.
Essere Miss Elite Italia 2026 rappresenta quindi un motivo di grande orgoglio, ma anche il simbolo di un percorso personale.
Un percorso iniziato con una domanda — “Sarò all’altezza?” — e terminato con una risposta che non ha bisogno di molte parole. Sì. Perché a volte il coraggio non significa non avere paura. Significa partire comunque.
“Se potessi parlare alla ragazza che ero prima di partire, le direi: parti, anche se hai paura. Perché a volte bisogna avere il coraggio di fare quel primo passo per scoprire quanto si è capaci di volare”.
E forse è proprio questa la parte più importante della sua esperienza. L’Egitto è stato il luogo in cui ha rappresentato l’Italia, ma soprattutto il luogo in cui ha incontrato una nuova versione di sé stessa.
È partita con una valigia piena di paure. È tornata con una nuova consapevolezza: quella di poter arrivare molto più lontano di quanto avesse mai immaginato.
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