Alina Maslowski, ogni dipinto è una carezza per l’anima
Redazione 7 Ottobre 2026
C'è una pittrice che non dipinge solo con le mani, ma con l'anima. Si chiama Alina Maslowski, grande artista inglese innamorata dell'Italia, e ogni suo quadro è una carezza per l'anima.
Inglese di nascita - è nata a Edimburgo il 2 ottobre 1951- Alina ha scelto di vivere tra due isole che sono il suo mondo: la verde e selvaggia Isola di Wight, in Inghilterra, dove vive a Ventnor, e la vulcanica, luminosa Filicudi, una delle sette perle delle Isole Eolie.
Lei stessa lo racconta sul suo sito http://www.alinamaslowski.com: “Dipingere paesaggi è il risultato della comunicazione tra ciò che vediamo e la nostra interpretazione emotiva e immaginativa della realtà che ci circonda".
Ed è proprio questo che fa Alina. Non dipinge un luogo, dipinge ciò che quel luogo le fa provare, dalla Scozia a Firenze, da Grisù alle Eoli, lei e’ un’anima nomade. Approdata in Italia per studiare “Ritrattistica e Pubblicità" a Firenze, all'Istituto Statale d'Arte di Porta Romana, in quella città d'arte ha respirato colori e prospettiva. Con il suo talento ha dato vita anche ai cartoni animati della storica serie Grisù per la televisione italiana.
Poi il destino l'ha portata a Filicudi. Lì, per trent'anni, ha condiviso con il marito Antonio Pellegrino, chef stellato, la passione per l'accoglienza nel ristorante “La Sirena" a Pecorini Mare.
Oggi il suo cuore batte tra due isole, ma la sua arte ha un unico filo conduttore: la sensibilità, la dolcezza e la passione, doti senza le quali, dice lei, non riesce a dipingere. Ideale è la sua pittura “En Plein Air”, all'aria aperta. I paesaggi delle Eolie nei suoi quadri non sono solo scorci, ma racconti di luce, vento e mare, tramonti che sembrano incendiarsi all'orizzonte, cieli che si dissolvono nell'azzurro profondo, dettagli di vita isolana che diventano poesia.
E poi c'è l'altra sua grande anima: l'arte sacra su vetro. Una tecnica antichissima, che risale ai tempi dei Romani, oggi rarissima e tesoro per i collezionisti. È un processo meticoloso, quasi mistico: il colore ad olio viene steso al contrario, al rovescio, sul vetro. Quello che normalmente sarebbe l'ultimo tocco deve essere dipinto per primo. Una mano sicurissima, perché una volta asciutto l'errore non si può correggere. Il risultato è una brillantezza dei colori che rimane intatta, luminosa.
Le sue Madonne, i suoi Gesù Bambino, sono specchi di spiritualità, volti che sembrano custodire un segreto, icone che parlano sottovoce a chi guarda.
Alina non descrive, trasporta. Ogni tela e ogni lastra di vetro è un incontro, un dialogo silenzioso tra la natura e l'essere umano.
Inglese di passaporto, eoliana di cuore, Alina Maslowski ci insegna che si può appartenere a due isole lontane, ma con un'unica grande patria: la Bellezza.
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7 Ottobre 2026




























































