PROSSIMA FERMATA: Andrej Rubl’ov: il pittore delle icone

P. Gerardo Santella 18 Maggio 2022
PROSSIMA FERMATA: Andrej Rubl’ov: il pittore delle icone

RUSSIA 1995

Andrej Rubl’ov: il pittore delle icone 

Da Mosca a Zagorsk, la vista di foreste di betulle e casette di legno si respira aria della vecchia Russia provinciale, quella conosciuta nelle pagine dei romanzi di Tolstoj, Gogol e Pasternak

A Zagorsk, il Vaticano ortodosso russo, il tempo sembra essersi fermato a qualche secolo fa. Monaci in vesti nere, con barbe folte e capelli raccolti in lunghe code, si aggirano tra cupole d’oro, torri, giardini, musei e chiese. Nell’ antica cattedrale della Trinità, le cui pareti sono totalmente affrescate senza che ci sia nessuno spazio bianco, si celebra messa 24 ore su 24. Sorprende l’intensa partecipazione dei fedeli al rito: seguono la cerimonia in piedi (non ci sono Banchi né sedie) o in ginocchio, in intima comunione con il monaco officiante, del tutto indifferenti ai turisti distratti.

Ci soffermiamo a lungo ad ammirare l’iconostasi (la struttura divisoria adorna di immagini sacre, interposta tra il presbiterio e le navate nelle chiese di rito greco), che racchiude le icone del grande pittore russo AndreJ Rubl’ov, vissuto tra Trecento e Quattrocento.

Ritornano le immagini finali del film dedicato a Rubl’ov dal regista russo Andrej Tarkovskj, quando, dopo che tutte le sequenze sono scorse in bianco e nero, lo schermo è invaso da colori brillanti e appaiono particolari di alcune opere del pittore: il bianco, il colore dell’alba che preannuncia il sorgere del sole; il rosso, la calda tinta del meriggio, forza vitale, fuoco ardente dell’amore; il giallo, il colore dell’oro e dei raggi solari. Un percorso metaforico dal silenzio della notte alla pienezza della luce.

Omicidio all’ingresso dell’albergo “Rossija”

Una tarda mattinata, tornando dalla visita della Piazza rossa e dei Magazzini GUM, salendo la gradinata che porta all’ingresso dell’albergo Rossija, notiamo in un angolo un lenzuolo chiazzato di sangue, che copre un corpo, che non si vede, guardato a vista da un poliziotto. Un’ora prima è avvenuto un omicidio: è stato ucciso a colpi di pistola un ricco mercante armeno.



Un regolamento di conti tra cosche mafiose, che ormai controllano la produzione e il commercio dei principali beni del paese: petrolio, materie prime, armi, tecnologia nucleare, “carne umana” sotto forma di forza-lavoro e di giovani donne da far prostituire, e sono presenti nei media, nelle banche, nella manipolazione del consenso. Sono i mafiosi assieme agli imprenditori economici i cosiddetti “nuovi ricchi” e spesso le due figure coincidono.

ULTIMI ARTICOLI