PROSSIMA FERMATA: … uscimmo a riveder le stelle

P. Gerardo Santella 8 Dicembre 2021
PROSSIMA FERMATA: … uscimmo a riveder le stelle

SLOVENIA (1976)

… uscimmo a riveder le stelle

La sorpresa maggiore della Slovenia sono le grotte di Skocjan, ai confini con l’Italia. Qui il fiume Reka, inabissandosi nella campagna, scompare in una cavità, percorre un corridoio sotterraneo di 350 metri, riaffiora sul fondo di una dolina profonda 150 metri, poi scompare di nuovo, inoltrandosi in una galleria per due km., dove forma stalattiti, stalagmiti, canali di scorrimento, cascatelle. Estesa per più di 5 km. e profonda fino a 230 m., le grotte non presentano le spettacolari concrezioni della vicina Postumia o delle nostre Frasassi, Pertosa, Castellana. Con un po’ di fantasia si riesce solo a vedere una curiosa successione di vasche che digradano dall’alto in basso.

Ma è proprio questa la caratteristica di questo luogo. Senza essere distratti o abbagliati da mirabolanti presenze che appaiono all’improvviso, si può ammirare in diretta il lento ma implacabile lavoro della natura, attraversando instabili passerelle sospese nel vuoto, stretti e scivolosi cunicoli, percorsi labirintici, zone completamente oscure, e immergendosi nelle profondità della voragine scendendo per 400 gradini, per uscire infine in una cavità che si apre alla luce. Sembra piuttosto la materializzazione del paesaggio infernale immaginato da Dante nella Commedia, un viaggio nell’ orrida oscurità, scendendo sempre più in profondità dal silenzio al rumore delle acque del fiume Reka, alla fine del quale si esce…a riveder le stelle. Un luogo non solo reale ma anche dell’anima che si percorre con un misto di ammirazione e paura.

Gli imprevisti nella sobe

Il miglior modo per visitare un paese è entrare in contatto con gli abitanti del luogo. Nelle zone costiere dell’ex Iugoslavia la lingua non è un ostacolo, l’italiano è ancora diffuso, soprattutto tra adulti. Allora, invece che in un confortevole ma anonimo albergo, è preferibile alloggiare in una sobe, una camera da affittare in una casa di famiglia.

Certo può capitare:

- di dover utilizzare per una doccia il bagno unico del padrone di casa, mentre la centrifuga della lavatrice continua a ronzare;

- di dividere il tavolino sul pianerottolo, dove consumare una cena fredda, con una rumorosa famigliola tedesca di cinque persone;

- di essere continuamente spiati da una vecchia bisbetica, preoccupata, chissà perché, che ci allontaniamo senza pagare il prezzo pattuito;

- che l’affittacamere ubriacone durante tutto il giorno stia sempre a sbraitare con la moglie con tra le mani una bottiglia di birra o un bicchierino di grappa, che vuole offrirci a tutti i costi; 

- di non ricevere né un sapone né un asciugamano per lavarsi;

- che il letto sia troppo corto o che abbia cuscini così grandi che da soli ne occupano una metà o che il materasso sia smollato;

- che non vi siano lampade sui comodini o che i comodini stessi non ci siano;

- che alle finestre non ci siano zanzariere e che di mattino, dopo una notte resa movimentata dai sibilanti attacchi dei molesti insetti, ci ritroviamo il corpo punteggiato da irritanti macchioline rosse e gonfie;

- che intorno alla case si aggiri un ringhioso cagnaccio che latra minacciosamente ogni volta che ci vede;

- che di mattina prima di partire non vi si offre nemmeno una bevanda calda che del tè o del caffè abbia almeno l’odore… e tanti altri piccoli imprevisti.

Ma, l’abbiamo detto, un viaggio sarebbe tale se non ci fossero imprevisti?
P. Gerardo Santella 15 Gennaio 2022
P. Gerardo Santella 22 Dicembre 2021
ULTIMI ARTICOLI