Amedeo Colella e il successo di “Napoli due volte al dì”: il Premio Ipazia consacra il bestseller partenopeo
Redazione 29 Maggio 2026
“Pillole di filosofia partenopea per vivere tutto più a cuor leggero”: il libro che omaggia Luciano De Crescenzo e trasforma Napoli in terapia
Quando un libro diventa “farmaco”, una cura, una terapia. È quello che sta accadendo a “Napoli due volte al dì. Pillole di filosofia partenopea per vivere tutto più a cuor leggero”, l’ultimo bestseller di Amedeo Colella, detto “’o professore”, premiato nell’ultima edizione del Premio delle Arti Ipazia ETS con una motivazione che ha fatto emozionare la sala.
La cerimonia si è tenuta a Visciano, sabato 23 maggio 2026. Lo stesso Colella ha condiviso la gioia sui social: “Visciano, ieri sera. Premio Ipazia alla Cultura. Che gioia. Grazie a tutti gli organizzatori e a coloro che hanno scritto la motivazione”. Nella pergamena, Ipazia E.T.S. ringrazia l’autore “per la sua presenza coinvolgente, capace di unire cultura e sorriso, donandoci un momento di condivisione autentica e di amore per la tradizione e la parola. Per la sua brillante capacità divulgativa, che trasforma la conoscenza in racconto vivo, accessibile ed appassionato”.

Un omaggio a Napoli e a De Crescenzo
Il libro, edito con una copertina turchese che dichiara subito la sua intenzione: “NAPOLI È UN RIMEDIO CONTRO LA SOLITUDINE, LA DEPRESSIONE, LE DIPENDENZE. NAPOLI È UNA TERAPIA, UN FARMACO, UNA CURA”, è un omaggio dichiarato a Luciano De Crescenzo. “Tutto il mondo ha bisogno di un po’ di Napoli. E aveva ragione”, scrive Colella, citando il maestro. E dedica il volume proprio a lui.
Dentro, Colella raccoglie racconti, detti, aneddoti, aforismi e riflessioni che fanno della napoletanità un “principio attivo”, una “buona medicina da assumere due volte al dì”. Dai misteri del munaciello alla zuppa di cozze del Giovedì Santo, dall’orologio a sei ore alla scala Mercalli “nata a Napoli… nooo, vabbè, pure quella?”, ogni capitolo è una pillola di saggezza partenopea. L’introduzione si apre con una frase-manifesto: “Il segreto è non essere normali. Napoli è una città diversamente normale…”.

“Chi è chiu bell e te se trucca”
Il successo travolge Colella anche per il tono: ironico, affettuoso, mai banale. Una simpatia che ha conquistato anche la prof.ssa Filomena Carrella, che dopo la dedica autografa dell’autore – “A Filomena, chi è chiu bell e te… se trucca!” – ha commentato il libro come “un vademecum per tutti, che aiuta a guardare la vita con ottimismo, con gioia e con grande fiducia nel prossimo”.
Ed è proprio questo il punto: “Napoli due volte al dì” non è un saggio accademico, ma un libro da tenere sul comodino, da sfogliare quando serve un’iniezione di buonumore. Colella, con la sua voce inconfondibile, trasforma la tradizione in leggerezza, il passato in consolazione, il dialetto in filosofia.
Un premio, un traguardo, un inizio
Il Premio Ipazia arriva a consacrare un successo che il pubblico aveva già decretato. Le librerie lo chiedono, i lettori lo regalano, i social lo condividono. Perché in un tempo che corre troppo veloce, Colella propone una cura antica e rivoluzionaria: prendersi due volte al giorno una dose di Napoli.
Un libro che non spiega la città, la fa respirare. E che conferma Amedeo Colella come una delle voci più amate e autentiche della cultura partenopea contemporanea.
Quando un libro diventa “farmaco”, una cura, una terapia. È quello che sta accadendo a “Napoli due volte al dì. Pillole di filosofia partenopea per vivere tutto più a cuor leggero”, l’ultimo bestseller di Amedeo Colella, detto “’o professore”, premiato nell’ultima edizione del Premio delle Arti Ipazia ETS con una motivazione che ha fatto emozionare la sala.
La cerimonia si è tenuta a Visciano, sabato 23 maggio 2026. Lo stesso Colella ha condiviso la gioia sui social: “Visciano, ieri sera. Premio Ipazia alla Cultura. Che gioia. Grazie a tutti gli organizzatori e a coloro che hanno scritto la motivazione”. Nella pergamena, Ipazia E.T.S. ringrazia l’autore “per la sua presenza coinvolgente, capace di unire cultura e sorriso, donandoci un momento di condivisione autentica e di amore per la tradizione e la parola. Per la sua brillante capacità divulgativa, che trasforma la conoscenza in racconto vivo, accessibile ed appassionato”.

Un omaggio a Napoli e a De Crescenzo
Il libro, edito con una copertina turchese che dichiara subito la sua intenzione: “NAPOLI È UN RIMEDIO CONTRO LA SOLITUDINE, LA DEPRESSIONE, LE DIPENDENZE. NAPOLI È UNA TERAPIA, UN FARMACO, UNA CURA”, è un omaggio dichiarato a Luciano De Crescenzo. “Tutto il mondo ha bisogno di un po’ di Napoli. E aveva ragione”, scrive Colella, citando il maestro. E dedica il volume proprio a lui.
Dentro, Colella raccoglie racconti, detti, aneddoti, aforismi e riflessioni che fanno della napoletanità un “principio attivo”, una “buona medicina da assumere due volte al dì”. Dai misteri del munaciello alla zuppa di cozze del Giovedì Santo, dall’orologio a sei ore alla scala Mercalli “nata a Napoli… nooo, vabbè, pure quella?”, ogni capitolo è una pillola di saggezza partenopea. L’introduzione si apre con una frase-manifesto: “Il segreto è non essere normali. Napoli è una città diversamente normale…”.

“Chi è chiu bell e te se trucca”
Il successo travolge Colella anche per il tono: ironico, affettuoso, mai banale. Una simpatia che ha conquistato anche la prof.ssa Filomena Carrella, che dopo la dedica autografa dell’autore – “A Filomena, chi è chiu bell e te… se trucca!” – ha commentato il libro come “un vademecum per tutti, che aiuta a guardare la vita con ottimismo, con gioia e con grande fiducia nel prossimo”.
Ed è proprio questo il punto: “Napoli due volte al dì” non è un saggio accademico, ma un libro da tenere sul comodino, da sfogliare quando serve un’iniezione di buonumore. Colella, con la sua voce inconfondibile, trasforma la tradizione in leggerezza, il passato in consolazione, il dialetto in filosofia.
Un premio, un traguardo, un inizio
Il Premio Ipazia arriva a consacrare un successo che il pubblico aveva già decretato. Le librerie lo chiedono, i lettori lo regalano, i social lo condividono. Perché in un tempo che corre troppo veloce, Colella propone una cura antica e rivoluzionaria: prendersi due volte al giorno una dose di Napoli.
Un libro che non spiega la città, la fa respirare. E che conferma Amedeo Colella come una delle voci più amate e autentiche della cultura partenopea contemporanea.
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