Scattano le nuove norme sulla Shrinkflation

Giuseppe Montuori * 15 Luglio 2026
Scattano le nuove norme sulla Shrinkflation

Iniziamo col meglio definire il termine in questione, in breve Shrinkflation trae origine dall’unione di due vocaboli albionici, infatti la prima parte deriva dal verbo "to shrink", vale a dire restringere; mentre la seconda parte “inflation" cioè inflazione.
In breve la shrinkflation, in italiano "sgrammatura" o "riduflazione", altro non è che una pratica commerciale consistente nella riduzione della quantità o il peso di un prodotto mantenendo però inalterato il prezzo di vendita.

È una forma di inflazione velata, da tempo utilizzata dalle aziende per compensare i continui aumenti dei costi di produzione senza far scattare incrementi del prezzo al consumatore finale. Quindi, sostanzialmente, il prezzo (in linea di massima) rimane invariato, diminuisce però la quantità del prodotto all’interno della confezione.
Trattasi di un espediente utilizzato per aumentare i prezzi in maniera subdola, in modo che l’acquirente non se ne accorga. Per contrastare questa pratica, dal 15 luglio, nel nostro Paese, entrano in vigore nuove regole, ancorché giudicate poco incisive dal Codacons, per contrastare la pratica commerciale del riporzionamento della merce preconfezionata.

A tal uopo, in caso di diminuzione della quantità nominale di un prodotto, distributori e/o grossisti, avranno l’obbligo di inviare ai rispettivi venditori (supermercati, negozi, ecc.), apposita comunicazione contenente tutte le informazioni attinenti alla variazione del contenuto del prodotto, ivi compresa la percentuale di aumento del prezzo.

Altro timore manifestato dall’associazione dei diritti del consumatore e quello della “skimpflation”, vale a dire l’abbattimento del costo del prodotto finito senza ridurre la quantità all’interno della confezione, riducendo però la qualità delle materie impiegate.

Del resto, già in passato, l’Italia aveva ricevuto una procedura di infrazione per aver violato la direttiva sulla trasparenza del mercato unico, per cui in caso di un mancato intervento dell’UE, la normativa italiana in tale ambito, avrà via libera a far data dal 15 luglio.


* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)

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