AMERICAN TRAVEL: VISITA ALLA CASA DI MARK TWAIN AD HARTFORD
P. Gerardo Santella 10 Aprile 2026
Ed eccoci alla casa in cui visse per 17 anni, da 39 a 56 anni, lo scrittore americano Mark Twain (1835-1910) – gli è dedicata anche una statua in una piazza centrale della città-, autore degli indimenticabili romanzi Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn, eroi della nostra infanzia, assieme ai quali correvamo lungo le rive del Mississippi dietro mirabolanti avventure e fantastici tesori.
L’abitazione è un elegante maniero di tre piani, costruito su un terreno rialzato di fronte alla strada, accanto ad un ruscello, ora interrato.
Mobili e arredi d’epoca, in ogni stanza centinaia di libri, tranne quelli dello scrittore, le cui edizioni rare sono conservate nella biblioteca cittadina), foto di famiglia, oggetti personali.
Tra le curiosità:
il soggiorno con un ampio camino, sopra il quale sono disegnati a destra un gatto e a sinistra una elegante dama con veste e cappellino azzurro: qui Twain intratteneva dopo la cena i suoi quattro figli, tre femmine e un maschio, con racconti che inevitabilmente cominciavano con un gatto e terminavano con l’apparizione della donna. Quasi una storia illustrata con le immagini, messe in azione dall’immaginazione del narratore e degli ascoltatori;
la sala del biliardo al terzo piano, dove invitava gli amici a giocare secondo regole inventate da lui stesso;
grande fumatore di sigari, lo scrittore, per non farseli mancare, ne ordinava ogni volta una cassa di 800 pezzi.
Nel padiglione d’ingresso della casa-museo, si può vedere una “Paige compositor”, una macchina tipografica dal peso di 9:000 pounds, composta di 18 mila parti mobili e capace di stampare 15 mila lettere al minuto (non dimentichiamo che Twain era stato anche tipografo e aveva curato personalmente la pubblicazione di alcuni suoi libri).
E, per finire, un suo detto sui viaggi, che libera dai pregiudizi:
Travel is fatal to prejudice
uno sui libri in generale, nei quali è possibile trovare una buona compagnia:
If books are not good company, where will I find it?
e uno, condito di autoironia, su suoi in particolare, in cui, attraverso un gustoso confronto con l’acqua e il vino, rivendica il diritto di scrivere storie popolari per tutti, anche se non hanno la qualità di quelli dei grandi geni:
My books are water: those of the great genious are wine. Everybody drinks water.
E ancora un suo aforisma sui libri, davvero di raffinato umorismo:
Un bel libro rilegato in cuoio è eccellente per affilare i rasoi; un vecchio libro in pergamena costituisce il migliore dei proiettili da lanciare contro i gatti importuni, un libro piccolo serve meravigliosamente per zeppare la gamba più corta di un tavolino traballante.
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