Assunzioni di migranti “fittizie”

Giuseppe Montuori * 10 Marzo 2026
Assunzioni di migranti “fittizie”

Un’organizzazione capeggiata da un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli (arrestato), con la complicità di alcuni titolari di aziende agricole, oltre ad un Caf del casertano che chiudeva il cerchio, erano impegnati in una truffa ai danni dello Stato.  Per gli inquirente trattasi di una vera e propria organizzazione criminale che gestiva falsi assunzioni di clandestini, ma, in realtà i migranti non erano impiegati in nessuna delle varie aziende agricole, in pratica erano assunti solo sulla carta.

Al contrario, però, la banda otteneva regolarmente i finanziamenti per le assunzioni fasulle. Niente di nuovo, è la classica truffa realizzata mediante i decreti flussi. Sono diverse migliaia le pratiche farlocche bloccate dagli inquirenti ma, il danaro che questi soggetti appartenenti al sodalizio criminoso incassavano, era reale, si andava dai 6.500 ai 9.000 euro, meccanismo quest’ultimo che ha permesso a tanti extracomunitaria di entrare nel nostro Paese senza averne diritto.  L’operazione aveva il suo centro operativo tra la provincia di Napoli e Caserta e, in tale contesto il Gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso 18 misure cautelari, a fronte di 37 persone indagate.

Come è ovvio, lo scopo era quello di fornire agli immigrati il famoso "nulla osta al lavoro subordinato", naturalmente tutto ciò non può andare a buon frine senza la complicità del dipendente pubblico di turno. Infatti quest’ultimo, dipendente dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, si occupava proprio di esprimere, grazie anche alla collaborazione di ulteriore personale pubblico, i cosiddetti "pareri", favorevoli . Le indagini, tuttavia, non sarebbero finite.  E’ ovvio che in base alla  vigente normativa, vige sempre il principio della non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna.

* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)

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