Attenzione al borseggio digitale
Marco Montuori * 3 Settembre 2026
La continua propagazione dei cosiddetti “pagamenti contactless”, normali transazioni elettroniche che permettono di pagare un acquisto avvicinando la carta ad un normale terminale POS, sta agevolando la diffusione di una nuova minaccia, quella del borseggio digitale.
L’utilizzo della tecnologia NFC (Near-Field Communication), che consente uno scambio di dati a brevissima distanza (utilizzando onde radio), permette ai malintenzionati di turno, muniti di POS portatili, di eseguire micro-transazioni avvicinandosi semplicemente alla tasca e/o alla borsa del povero malcapitato, naturalmente in luoghi molto affollati, dove è più facile stare a stretto contatto con altre persone.
Quella del borseggio digitale altro non è che una nuova tecnica di furto che, grazie alla vicinanza di un lettore POS portatile, consente l’effettuazione di transazioni di importi piccoli, per i quali non è necessario l’immissione del codice PIN.
Ecco in questi casi, molto utile potrebbe rivelarsi l’attivazione delle notifiche sul proprio telefonino delle transazioni effettuate e, attraverso tale sistema, si viene prontamente avvisati che è stato appena posto in essere un pagamento con la propria carta di credito.
Altro consiglio utile è quello di conservare la carta in un apposito fodero plastificato che non permette il suo utilizzo all’avvicinarsi di un sistema POS portatile. Tuttavia nel caso in cui si è stati vittima di un evento della specie, la prima cosa da fare è quella di disconoscere e bloccare i pagamenti non autorizzati, chiedendone il rimborso alla propria banca, quindi recarsi preso un comando delle Forze dell’Ordine per presentare formale denuncia dell’accaduto, per poi esibirla successivamente alla banca a corredo della documentazione necessaria per il rimborso.
È importante sapere che non devono trascorrere 13 mesi dall’accaduto. La banca se non riesce a dimostrare l’eventuale colpa e/o dolo del cliente, è tenuta al rimborso della somma non autorizzata ma, in caso di rifiuto (ingiusto), ci si può rivolgere all'ABF (Arbitro Bancario Finanziario) o ad un legale.
* Avvocato
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