Da San Lorenzo Maggiore (Bn) parte l’appello al Ministro Valditara: “Salviamo le scuole dei piccoli comuni”

Redazione 20 Luglio 2026
Da San Lorenzo Maggiore (Bn) parte l’appello al Ministro Valditara: “Salviamo le scuole dei piccoli comuni”
Da San Lorenzo Maggiore, in provincia di Benevento, parte un appello che fotografa la condizione di tantissime realtà italiane. Una richiesta che nasce da un piccolo comune delle aree interne, ma che interpreta le preoccupazioni di migliaia di cittadini, famiglie e amministratori locali che, da Nord a Sud, vedono le proprie scuole sempre più esposte al rischio di ridimensionamento o chiusura a causa dell’applicazione di parametri numerici sempre più rigidi.
L’obiettivo è trasformare una preoccupazione locale in una riflessione nazionale, affinché il futuro della scuola nei piccoli comuni torni a essere una priorità del Paese.
L’iniziativa nasce nell’ambito della Festa dello Studente 2026, promossa da don Leucio Cutillo, parroco della Parrocchia San Lorenzo Martire, insieme all’autore televisivo Gabriele Di Marzo, con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Carlo Iannotti.
Nel corso della manifestazione è stata presentata la bozza di un appello rivolto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, con il quale si chiede una revisione delle attuali regole che disciplinano il dimensionamento scolastico e i numeri minimi per la formazione delle classi.
L’appello non è stato ancora inviato al Ministro. Il testo sarà ora messo a disposizione di cittadini, famiglie, insegnanti, dirigenti scolastici, amministratori, associazioni, parrocchie e di tutti coloro che vorranno sottoscriverlo. Al termine della raccolta delle firme, sarà trasmesso ufficialmente al Ministro Valditara.
La bozza dell’appello è stata redatta con il contributo della dott.ssa Maria Di Libero e dell’avv. Alda Durante, che hanno collaborato alla stesura del testo e all’approfondimento degli aspetti giuridici e normativi.
La preoccupazione parte da San Lorenzo Maggiore, ma riguarda moltissime piccole e medie realtà comunali italiane che rischiano di vedere progressivamente ridimensionata o chiusa la propria scuola a causa del calo demografico e dell’applicazione rigida di parametri esclusivamente numerici.

L’obiettivo dell’iniziativa non è difendere soltanto la scuola di San Lorenzo Maggiore, ma promuovere una riflessione nazionale su un modello che rischia di penalizzare proprio quei territori.  Le aree interne rappresentano un patrimonio umano, culturale e sociale dell’Italia e meritano politiche capaci di garantire pari opportunità ai loro cittadini.
Una scuola che chiude non rappresenta soltanto la perdita di un servizio pubblico. Significa indebolire una comunità, accelerarne lo spopolamento e privare bambini, ragazzi e famiglie di un presidio educativo, culturale e sociale fondamentale.
Per questo l’appello chiede di non lasciare morire le scuole dei piccoli comuni, di evitare nuove chiusure e di rivedere le regole sui numeri, introducendo criteri di maggiore flessibilità che tengano conto delle condizioni geografiche, sociali e demografiche dei territori, affinché il diritto allo studio sia realmente garantito in ogni parte d’Italia.
La scuola, soprattutto nei piccoli comuni, non può essere valutata soltanto attraverso calcoli burocratici o criteri economici. Essa rappresenta un luogo di formazione, incontro, identità e coesione sociale. Difenderla significa difendere il diritto allo studio, contrastare lo spopolamento e custodire il futuro delle nuove generazioni.
I promotori dell’iniziativa rivolgono inoltre al Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, un invito ufficiale a visitare la scuola di San Lorenzo Maggiore. Sarebbe un gesto dal forte valore simbolico e istituzionale, capace di testimoniare la vicinanza dello Stato non solo alla nostra comunità, ma a tutte le realtà delle aree interne che condividono le stesse difficoltà. Visitare questa scuola significherebbe conoscere da vicino il valore che essa rappresenta per il territorio, ascoltare le famiglie, gli insegnanti e gli amministratori e aprire un confronto concreto sul futuro dell’istruzione nei piccoli comuni italiani.
Da San Lorenzo Maggiore parte così un messaggio destinato a diventare patrimonio di tante comunità italiane: salvare una scuola significa salvare un territorio. Perché una comunità senza scuola è una comunità senza domani.
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