“Il bocciato” di Ferdinando Casolaro: quando una bocciatura diventa rivalsa e lezione di vita

Redazione 5 Giugno 2026
“Il bocciato” di Ferdinando Casolaro: quando una bocciatura diventa rivalsa e lezione di vita

C’è una frase in quarta di copertina che riassume tutto “Il bocciato – Un matematico per caso” di Ferdinando Casolaro: “Il valore di una persona si evince da ciò che è riuscito a fare per gli altri, non dai giudizi che subisce da ‘quelli che contano’ perché ‘possessori del potere’”. È il cuore di un libro che non è solo autobiografia, ma atto d’accusa, inno alla rivalsa, e dichiarazione d’amore per Napoli.

L’uomo dietro al titolo
Ferdinando Casolaro parte da una provocazione: mettersi addosso l’etichetta di “bocciato”, uno degli studenti più respinti della scuola italiana, per raccontare il percorso che lo ha portato dall’altra parte della cattedra. Oggi è docente di Analisi Matematica al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, membro del board di riviste come Science & Philosophy e Periodico di Matematica. La sua ricerca è partita dagli integrali indefiniti, ma la sua passione più grande, scrive, è diventata la didattica e la formazione delle nuove generazioni di docenti.



Il libro ripercorre Napoli nel dopoguerra, gli anni ’60, i vicoli del centro, il calcio, l’ottimismo e la voglia di libertà di uno “scugnizzo napoletano”. È un’autobiografia articolata e divertente, come la definisce Maria Rosaria Sodano, “dotata di spiccata umanità e di saggia napoletanità”. Ma è anche una denuncia: Casolaro mette a nudo le contraddizioni di una scuola che discriminava socialmente, che premiava l’obbedienza e il silenzio, che condannava chi non si piegava.

La rabbia che diventa comunicazione
A pag. 178 Casolaro si descrive mentre interviene con la camicia che sventola e la cravatta verde, per difendere la Matematica con forza quasi furiosa: “NOOO, la tua scelta deve essere la Matematica!!! La tua attitudine per la Matematica è palese”. È l’immagine di un uomo che non ha perso l’animo, che ha trasformato le ferite scolastiche in carburante. La sua prima bocciatura arrivò a otto anni, in terza elementare, per un episodio banale. Da lì iniziò una lunga stagione di respingimenti. Eppure, scrive, è riuscito a laurearsi in Matematica, a insegnare per 30 anni, a pubblicare, a tenere conferenze. Perché, dice, la speranza nei cambiamenti politici e sociali non basta: bisogna rimboccarsi le maniche e comunicare, raccontare, testimoniare.

La dedica a Filomena Carrella
E proprio sul desiderio di comunicare, di lasciare traccia, si apre un passaggio intimo. Nella copia del libro, l’autore ha voluto dedicarlo alla giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella, scrivendo di suo pugno:

“Con l’augurio che non ti rammarichi di avere tra gli amici uno degli studenti più bocciati della Scuola Italiana”.



È una dedica che unisce ironia e affetto, ma anche una consegna: affidare a una voce attenta alla cultura, come la tua, la storia di chi la scuola ha provato a mettere da parte.

Un libro per chi non si arrende
“Il bocciato” non consola subito. Prima mette a nudo le delusioni, la mancanza di “diaframma” che rende più veri i dolori, le stagioni in cui si fatica ad accedere alla narrazione. Poi mostra come da quelle ferite possa nascere qualcosa di nuovo: una carriera, una missione, un modo di stare tra gli altri e sulla terra.

È un libro che parla a tutti quelli che si sono sentiti fuori posto, a tutti i “bocciati” di ieri e di oggi. E parla soprattutto a chi, come Ferdinando Casolaro, ha scelto di non tacere, ma di raccontare la propria storia perché diventi strumento per gli altri.

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