Il valore della Solidarietà Internazionale alla Scialoja: una giornata di alto spessore civile e pedagogico con i "Piccoli Ambasciatori" Saharawi
Redazione 10 Luglio 2026
La comunità scolastica del plesso Scialoja ha scritto una pagina memorabile di cittadinanza globale e cooperazione internazionale. Il campo estivo ha aperto le sue porte a dieci piccoli "Ambasciatori di Pace Saharawi", trasformandosi nel baricentro di un incontro straordinario di culture, diritti e accoglienza. Un’iniziativa dall'elevato spessore etico, nata dalla sinergia strategica tra l’istituzione scolastica, la VI Municipalità e l'Associazione Tiris OdV.
Per la Scialoja si tratta di una splendida e significativa conferma: per il secondo anno consecutivo, infatti, la scuola ha scelto di accogliere i bambini saharawi, consolidando un legame di amicizia e solidarietà che si trasforma da evento isolato in una vera e propria tradizione pedagogica e civile radicata nel territorio.
L’evento ha rappresentato un esempio virtuoso di didattica aperta e inclusiva. Fin dalle prime ore del mattino, lo spazio scolastico è diventato un laboratorio vivente di integrazione. Dopo la consueta routine di benvenuto e una merenda condivisa nel refettorio, utile ad azzerare ogni distanza, i bambini ospiti e i ragazzi del campo estivo sono stati i veri protagonisti di una serie di attività outdoor.
A conferire un valore aggiunto e una profonda valenza sociale alla manifestazione è stata la collaborazione con partner storici della cooperazione e del terzo settore: Il Tappeto di Iqbal — eccellenza nei progetti di circo sociale e riscatto territoriale —, l'ASD Ronin e Save the Children. Insieme, queste realtà hanno dimostrato come il gioco e l'arte circense possano diventare linguaggi universali capaci di abbattere qualsiasi barriera linguistica e culturale, elevando l'aggregazione a strumento di pace.
Un fronte comune: le voci delle istituzioni e della rete solidale
Il profondo spessore istituzionale e l'alto valore civile della manifestazione sono stati confermati dalla partecipazione attiva dei massimi rappresentanti della Municipalità, uniti nel sostenere un progetto di forte rilevanza geopolitica e umanitaria.
"Ospitare questa iniziativa è un dovere morale e un orgoglio per la nostra comunità," ha dichiarato il Presidente della VI Municipalità, Sandro Fucito. "Questi bambini portano con sé la storia e la dignità di un intero popolo. Vederli qui a Napoli, accolti con così tanto affetto, dimostra che le nostre periferie sanno essere centri nevralgici di solidarietà internazionale".
L'importanza di garantire risposte concrete attraverso la cura delle infrastrutture sociali è stata ribadita da Antonio Di Costanzo, Assessore LL.PP. e mobilità della VI Municipalità: "La cura del territorio e delle sue strutture trova il suo significato più profondo quando queste ultime si animano di vita, accoglienza e inclusione. Mettere a disposizione spazi idonei e sicuri per eventi di questo spessore internazionale è una priorità. Vedere la gioia nei volti di questi bambini ripaga ogni sforzo profuso per le nostre comunità".
L'Assessora alle Politiche sociali della VI Municipalità, Mariarca Viscovo, ha invece posto l'accento sulla centralità educativa del progetto: "La cultura della pace si costruisce partendo dai più piccoli. Questa giornata non è stata soltanto una festa, ma un laboratorio di educazione alla cittadinanza globale. Ringraziamo la scuola per essersi confermata, ancora una volta, un presidio insostituibile di accoglienza".
Il legame indissolubile tra etica e solidarietà transnazionale è stato infine rimarcato da Francesca Doria, Presidente dell'Associazione Tiris OdV, coordinatrice della tappa napoletana di questa accoglienza diffusa: "I bambini Saharawi nascono e crescono nei campi profughi in condizioni ambientali durissime. Offrire loro questo soggiorno in Italia significa garantire il diritto alla salute e alla spensieratezza. Trovare partner come questa scuola, che apre le sue porte per il secondo anno consecutivo, ci dà la forza per continuare a mettere l'etica al servizio dei più fragili".
La visione pedagogica della Dirigente Scolastica
A suggellare l'alto valore formativo dell'iniziativa è stata la Dirigente Scolastica, Rosa Stornaiuolo, che ha promosso e guidato l'incontro con una chiara visione del ruolo sociale che la scuola è chiamata a svolgere nel mondo contemporaneo: "La scuola non può limitarsi a istruire, deve educare alla vita e all'incontro con l'altro," ha commentato la Dirigente Stornaiuolo. "Vedere i nostri ragazzi accogliere i piccoli amici Saharawi, vederli ridere insieme durante i laboratori circensi e condividere il pranzo nel refettorio, anche insieme ai nostri ex alunni tornati appositamente per l'occasione, è la realizzazione più alta della nostra missione pedagogica. Rinnovare questa accoglienza per il secondo anno dimostra la bellezza profonda che nasce quando le istituzioni, il terzo settore e la comunità scolastica camminano stabilmente nella stessa direzione. Un ringraziamento speciale va ai volontari e agli accompagnatori che si prendono cura di questi bambini ogni giorno con disciplina e spirito di sacrificio: ci avete regalato una lezione di vita indimenticabile, piantando nei cuori dei nostri alunni un seme di solidarietà che porteranno con sé per sempre".
La giornata si è conclusa intorno alle 14:00 con un grande pranzo collettivo. Un momento di straordinaria convivialità allargata che ha trasformato un evento formale in un autentico e duraturo gemellaggio d'amore, capace di superare i confini del deserto e di lasciare un'impronta indelebile sul futuro di entrambi i popoli.
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10 Luglio 2026

























































