Liquidazione ATO 3 Sarnese Vesuviano: Rete dei Comuni per l'acqua pubblica chiede immediato trasferimento del 51% azioni GORI

Redazione 22 Aprile 2026
Liquidazione ATO 3 Sarnese Vesuviano: Rete dei Comuni per l'acqua pubblica chiede immediato trasferimento del 51% azioni GORI
La Rete dei Comuni per l'acqua pubblica esprime preoccupazione per il continuo slittamento della definitiva liquidazione dell’ex ATO 3 Sarnese Vesuviano, a undici anni dall’approvazione della legge regionale sul ciclo integrato delle acque n. 15/2015, che ha istituito l’Ente Idrico Campano quale soggetto unico di governo del sistema.
Nonostante il nuovo assetto normativo sia pienamente operativo, il disciolto Ente d’Ambito risulta ancora formalmente in liquidazione. Una situazione anomala che continua a produrre effetti: secondo i dati di bilancio disponibili, l’ATO 3 presenta un avanzo di amministrazione di circa 15 milioni di euro. Si tratta di risorse pubbliche che appartengono alle comunità locali e dovrebbero essere restituite ai Comuni consorziati, ma che restano tuttora bloccate.

Contestualmente, la Rete dei Comuni per l’acqua pubblica ribadisce la necessità di trasferire le quote azionarie del gestore GORI S.p.A., come primo fondamentale passo per la ripubblicizzazione del servizio idrico, chiudendo la lunga stagione del commissariamento.

Da tempo comitati civici e amministrazioni locali denunciano con forza una condizione di commissariamento che, secondo la legge regionale, avrebbe dovuto concludersi entro sei mesi, ma si protrae incredibilmente da quattordici anni.

La richiesta è chiara: restituire ai Comuni la piena disponibilità del 51% delle quote azionarie di GORI, quali unici legittimi titolari, e costruire un modello di gestione pubblica, trasparente e partecipativa.

In tal senso, il 23 febbraio 2023 il Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano aveva deliberato all’unanimità la costituzione di un tavolo tecnico con la Regione Campania, finalizzato alla definizione delle modalità e dei criteri per il trasferimento delle quote societarie. A distanza di oltre tre anni, il tavolo è rimasto lettera morta e nessun passo concreto è stato compiuto per attuare tale decisione.


A rendere ancora più critica la situazione è intervenuta nel 2024 la nomina del Commissario unico liquidatore, Giuseppe Parente, che ha individuato come subcommissario Luca Mascolo, presidente dell’Ente Idrico Campano, determinando un'evidente sovrapposizione di ruoli: una condizione che solleva seri interrogativi in termini di compatibilità degli incarichi e possibili conflitti di interesse, anche considerando il ruolo strategico dell’Ente d'Ambito quale socio di maggioranza del gestore Gori.
La prosecuzione del commissariamento appare oggi incomprensibile e lesiva dei principi democratici, oltre che potenzialmente dannosa sotto il profilo erariale: è indispensabile fare piena luce sulle ragioni dei ritardi e verificare eventuali responsabilità.

In vista della seduta del Consiglio di Distretto, convocata per oggi 22 aprile, è necessario formalizzare un percorso amministrativo chiaro e vincolante che consenta di chiudere definitivamente la vicenda, indicando subito tempi certi e improrogabili, restituendo ai Comuni le risorse e il pieno controllo del servizio idrico.

Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: ripubblicizzare il servizio, abbassare le tariffe, migliorare la qualità e programmare investimenti adeguati su tutto il territorio, nell’interesse di circa un milione e mezzo di cittadini che pagano tra le tariffe più alte del Mezzogiorno.

È tempo di dare piena attuazione alla volontà popolare espressa con i referendum per l’acqua pubblica e di ristabilire condizioni di legalità, trasparenza e partecipazione nella gestione di un bene comune essenziale.
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