Melanoma, dal Pascale la svolta
Sonia Brandi 31 Agosto 2026
Il vaccino sperimentale di Ascierto apre una nuova era per l'oncologia
Un possibile vaccino contro il melanoma: una frase che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza, oggi è al centro di una delle scoperte più promettenti dell’oncologia moderna.
C'è un pezzo di Napoli, e più precisamente dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, al centro di quella che gli oncologi di tutto il mondo definiscono senza esitazioni una svolta storica nella lotta al melanoma. È il professor Paolo Ascierto, direttore dell'unità di Oncologia Medica Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del Pascale, a guidare per l'Italia lo studio internazionale di fase 3 su Intismeran.
Il vaccino terapeutico personalizzato a mRNA sviluppato da Moderna in collaborazione con Merck, che ha superato con risultati incoraggianti quello che i ricercatori chiamano “il test decisivo”.
Possiamo testimoniare una svolta nella lotta contro il melanoma: è uno dei tumori più aggressivi della pelle in quanto cresce rapidamente, tende a metastatizzare e colpisce spesso persone giovani. Per questo ogni progresso nella sua prevenzione o cura ha un impatto enorme sulla salute pubblica.
Negli ultimi mesi diversi gruppi di ricerca hanno riportato risultati incoraggianti su vaccini personalizzati basati su mRNA, simili nella tecnologia ai vaccini antiâCOVID.
È un approccio di medicina di precisione che sfrutta la capacità del sistema immunitario di adattarsi e imparare, trasformando il tumore da nemico invisibile a bersaglio riconoscibile.
Come funziona il vaccino
Quando si parla di vaccino contro il cancro non si intende un preparato preventivo, ma una terapia personalizzata da somministrare dopo l'intervento chirurgico.
Intismeran viene infatti costruito su misura per ogni singolo paziente attraverso il sequenziamento genetico del tumore asportato: un algoritmo basato sull'intelligenza artificiale individua le mutazioni specifiche della neoplasia e seleziona 34 neoantigeni, le “impronte digitali” molecolari che rendono quel tumore diverso da ogni altro.
Su questa base viene sintetizzato un vaccino a mRNA unico, pensato per addestrare il sistema immunitario del paziente a riconoscere ed eliminare eventuali cellule tumorali residue.
Nello studio di fase 3, che ha coinvolto oltre 1.100 pazienti in tutto il mondo affetti da melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato (IIB-IV) e già sottoposti a chirurgia, Intismeran è stato somministrato in associazione a pembrolizumab (Keytruda), l'immunoterapia già impiegata come standard di cura, con l'obiettivo di verificare se la combinazione riduca il rischio di recidiva e di metastasi a distanza rispetto alla sola immunoterapia.
Circa 200 dei pazienti arruolati sono italiani, seguiti in quattro centri di eccellenza: il Pascale di Napoli, l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il Policlinico Gemelli di Roma e il Centro di Immuno-oncologia di Siena.
I dati ottenuti
I ricercatori non hanno ancora reso pubbliche le percentuali esatte di riduzione del rischio: i risultati integrali dello studio saranno presentati a ottobre in occasione del congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo), l'appuntamento scientifico più importante dell'anno per l'oncologia europea. Nel frattempo la procedura di valutazione regolatoria è già stata avviata presso le agenzie del farmaco di Stati Uniti (Fda), Europa (Ema) e Italia (Aifa), un iter che, se confermato l'esito positivo dei dati, potrebbe portare a un'approvazione in tempi relativamente rapidi per gli standard dell'oncologia.
Secondo le stime di Ascierto, in Italia sarebbero circa 3mila i pazienti potenzialmente candidabili al nuovo trattamento una volta ottenuta l'autorizzazione. La ricerca non si ferma al melanoma: la stessa piattaforma a mRNA personalizzata è già in sperimentazione anche per altri tumori solidi, tra cui polmone, rene, vescica e pancreas, aprendo prospettive che vanno ben oltre la dermatologia oncologica.
Ascierto, l'eccellenza italiana riconosciuta nel mondo
Laureato in Medicina nel 1990 e specializzato in Oncologia nel 1994, Paolo Ascierto ha costruito negli anni una delle carriere più autorevoli nel campo della ricerca sul melanoma. Coordinatore del Melanoma Cooperative Group di Napoli dal 1996 al 2007, presidente dell'Unità Melanoma dell'Istituto Nazionale Tumori dal 2003 e dell'Italian Melanoma Intergroup dal 2004 al 2007, dal 2025 è anche professore di Oncologia all'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Dal 2013 al 2023 è stato incluso ininterrottamente tra i migliori oncologi al mondo nel trattamento del melanoma, mentre dal 2019 risulta ai vertici della classifica Expertscape per competenza specifica sulla patologia. Insignito del Premio Italian Health Award nel 2018, ha ricevuto la cittadinanza onoraria da Vietri sul Mare, Aquara e Battipaglia ed è Cavaliere e Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Un percorso che, unito al ruolo di primo piano ricoperto nello studio INTerpath-001, conferma ancora una volta il Pascale di Napoli come uno dei poli di riferimento internazionali nella ricerca sul melanoma, e restituisce al Paese un motivo di orgoglio scientifico in un settore, quello dell'oncologia, dove la competizione internazionale si gioca ormai quasi interamente sul terreno della medicina personalizzata.

























































