Napoli, una città che corre: la Neapolis Marathon tra sport e storia
Chiara Brandi 19 Ottobre 2026
Napoli si è svegliata ieri con il ritmo dei passi, l'entusiasmo degli atleti e il mare a fare da sfondo a una delle manifestazioni sportive più attese dell'autunno. Domenica 18 ottobre, le strade del capoluogo campano hanno ospitato la sesta edizione della Neapolis Marathon, la maratona internazionale che porta migliaia di corridori a confrontarsi sulla distanza ufficiale di 42,195 chilometri, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi della città.
Con circa ottomila partecipanti provenienti da quasi cento Paesi, l'evento ha trasformato Napoli in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove lo sport si è intrecciato con la storia, il paesaggio e la vita cittadina. A distinguersi sono stati soprattutto i risultati agonistici, con nuovi record nelle classifiche maschile e femminile, ma anche la capacità della manifestazione di valorizzare il territorio e richiamare l'attenzione internazionale sul capoluogo campano.
Una maratona che racconta Napoli
La Neapolis Marathon è una competizione podistica su strada che prende il nome dall'antica denominazione greca della città, Neapolis, cioè «città nuova». Non è soltanto una gara di resistenza, ma un appuntamento che unisce atletica, promozione turistica e partecipazione collettiva.
Il suo obiettivo è offrire agli atleti un percorso competitivo nel cuore di Napoli, mettendo al tempo stesso in evidenza il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città. La manifestazione richiama corridori professionisti, atleti amatoriali e partecipanti provenienti dall'estero, contribuendo a rafforzare il legame tra sport e territorio.
La distanza di 42,195 chilometri rappresenta la prova regina della corsa su strada: un impegno che richiede preparazione fisica, resistenza mentale e una gestione attenta dello sforzo. Per molti atleti, partecipare a una maratona significa inseguire un record personale; per altri, arrivare al traguardo costituisce il coronamento di mesi di allenamento.
Il via alle 8 da piazza del Plebiscito
La partenza ufficiale è scattata alle ore 8 di domenica 18 ottobre da piazza del Plebiscito, uno dei luoghi simbolo di Napoli. La partenza ha coinvolto un gruppo imponente di corridori: sono serviti oltre undici minuti per consentire a tutti i partecipanti di attraversare la linea di partenza. Un lungo serpentone di atleti ha così invaso le strade cittadine, dando inizio a una prova che, per i migliori, si sarebbe conclusa poco più di due ore dopo, mentre per molti altri avrebbe richiesto diverse ore di fatica.
Le condizioni meteorologiche favorevoli hanno accompagnato la gara, mentre cittadini e appassionati hanno seguito il passaggio dei podisti lungo il percorso. La piazza monumentale, punto di partenza e di arrivo, ha fatto da cornice a una giornata nella quale Napoli ha mostrato il proprio volto sportivo e internazionale.
I risultati: dominio keniano
La gara maschile ha premiato il keniano Joel Kipsang Kositany, che ha completato i 42,195 chilometri in 2 ore, 12 minuti e 32 secondi, stabilendo il nuovo record della manifestazione.
Alle sue spalle si sono classificati Simon Dudi Ekidor, secondo in 2 ore, 15 minuti e 44 secondi, e Dennis Kipchirchir Rono, terzo in 2 ore, 25 minuti e 58 secondi. Quarto il romeno Stefan Iulius Gavril, con il tempo di 2 ore, 28 minuti e 25 secondi.
Il primo italiano al traguardo è stato Andrea Todisco, portacolori del Cus Cassino e dell'Esercito, quinto assoluto in 2 ore, 32 minuti e 31 secondi. Per lui il risultato ha avuto un significato ulteriore: ha conquistato anche il Campionato italiano interforze di maratona, risultando il miglior italiano della classifica generale.
Anche la competizione femminile ha fatto registrare un nuovo primato. La keniana Teresiah Omosa ha conquistato la vittoria in 2 ore, 34 minuti e 6 secondi. Seconda l'ungherese Kata Tomaschof, con 2 ore, 40 minuti e 33 secondi, mentre il terzo posto è andato alla keniana Shamilah Tekaa Kipsiror, in 2 ore, 48 minuti e 33 secondi.
I risultati confermano il livello competitivo della manifestazione e la sua capacità di attirare atleti internazionali. I due nuovi record rappresentano uno dei dati più significativi dell'edizione 2026, rafforzando il prestigio sportivo della gara napoletana.
Quarantadue chilometri tra mare e monumenti
Uno degli elementi più caratteristici della Neapolis Marathon è il percorso urbano. Partenza e arrivo in piazza del Plebiscito, due giri e un itinerario che attraversa la fascia costiera, il centro cittadino e l'area portuale.
I corridori hanno attraversato zone come Santa Lucia, via Chiatamone, piazza Vittoria e via Francesco Caracciolo, proseguendo lungo il lungomare verso Mergellina, viale Gramsci e piazza della Repubblica. Il tracciato ha coinvolto anche l'area del porto, con passaggi nei pressi del molo San Vincenzo e lungo via Cristoforo Colombo e via Nuova Marina.
La gara ha interessato inoltre alcune delle principali arterie del centro, tra cui via Depretis, piazza Bovio, corso Umberto I, piazza Nicola Amore e piazza Municipio, prima del ritorno verso la zona monumentale di piazza Trieste e Trento e del Teatro San Carlo.
Per gli atleti, il percorso ha rappresentato una sfida fisica immersa in uno scenario di grande valore storico e paesaggistico. Per chi arrivava da fuori città, è stata anche l'occasione di scoprire Napoli da una prospettiva diversa, attraversando luoghi che raccontano secoli di storia e la costante relazione tra la città e il mare.
La preparazione dietro ogni traguardo
Una maratona non si improvvisa. Dietro i risultati ottenuti domenica ci sono allenamenti, disciplina e mesi di preparazione. Per affrontare una distanza di 42,195 chilometri, gli atleti seguono generalmente programmi che combinano corse di resistenza, sedute a ritmo gara, lavori di velocità e uscite lunghe, indispensabili per abituare il corpo allo sforzo prolungato.
Accanto all'allenamento, sono fondamentali il recupero, il riposo, il rafforzamento muscolare e l'attenzione all'alimentazione e all'idratazione. Durante la gara, anche la strategia può fare la differenza: partire troppo velocemente rischia di compromettere gli ultimi chilometri, mentre mantenere un ritmo regolare aiuta a conservare energie.
Per i professionisti l'obiettivo può essere la vittoria o il miglioramento del proprio primato personale. Per molti amatori, invece, il vero successo consiste nel raggiungere il traguardo dopo mesi di sacrifici.

Un'opportunità per il turismo e le attività locali
La Neapolis Marathon rappresenta anche una vetrina per Napoli e per le sue attività economiche. La presenza di atleti provenienti da quasi cento Paesi può favorire il turismo sportivo, offrendo opportunità a strutture ricettive, alberghi, ristoranti, bar, trasporti e attività commerciali.
Chi partecipa a una maratona spesso viaggia accompagnato da familiari e amici, trasformando la trasferta sportiva in un soggiorno. Per il territorio si apre così la possibilità di far conoscere non soltanto il percorso della gara, ma anche il patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico della città.
Piazza del Plebiscito, il lungomare, il porto e le strade del centro compongono un itinerario che racconta una Napoli ricca di storia, ma capace di ospitare eventi contemporanei di respiro internazionale.
Il futuro della Neapolis Marathon
La sesta edizione si chiude con circa ottomila partecipanti, due nuovi record e una presenza internazionale che conferma l'attrattiva della manifestazione. Il comitato organizzatore ha espresso soddisfazione per l'affluenza e per i risultati, indicando come obiettivo futuro il raggiungimento dei diecimila iscritti.
Una prospettiva ambiziosa, che richiede continuità organizzativa, promozione e attenzione alla qualità dei servizi. La crescita di una maratona, infatti, non si misura soltanto attraverso il numero dei partecipanti, ma anche attraverso la sicurezza del percorso, l'assistenza agli atleti e i benefici che l'evento riesce a generare per il territorio.
I risultati sportivi resteranno tra i principali ricordi di questa edizione: la vittoria di Kositany, il record di Omosa e il piazzamento di Todisco hanno dato alla gara un importante valore agonistico. Ma accanto alle classifiche c'è una città che ha saputo trasformare le proprie strade in un luogo d'incontro tra sportivi, residenti e visitatori.
Correre per crescere
La Neapolis Marathon lascia in eredità qualcosa che va oltre i tempi registrati e le medaglie assegnate. Per una giornata, Napoli si è raccontata attraverso il movimento, trasformando le proprie strade in uno spazio d'incontro tra culture, storie personali e obiettivi condivisi.
C'è chi ha corso per vincere, chi per migliorare il proprio record e chi semplicemente per riuscire ad arrivare fino in fondo. Tutti hanno attraversato la stessa città, incontrandone il paesaggio, i monumenti e la vitalità, in un'esperienza che unisce lo sforzo individuale al valore della partecipazione collettiva.
La vera sfida, adesso, è fare in modo che l'entusiasmo di una domenica non rimanga un episodio isolato. Un grande evento sportivo può diventare un'occasione concreta di crescita quando produce benefici duraturi, sostiene le attività locali, promuove stili di vita sani e lascia gli spazi pubblici nelle condizioni migliori.
Napoli possiede il fascino e il potenziale per ospitare manifestazioni capaci di richiamare l'attenzione internazionale. Consolidare questo risultato significa investire nell'organizzazione, nell'accoglienza e nel rispetto della vita quotidiana dei cittadini.
Perché il successo di una maratona non si misura soltanto da chi taglia per primo il traguardo, ma anche dalla capacità di una città di riconoscersi in quell'esperienza e trasformare una giornata di sport in un'opportunità per il proprio futuro.
CREDITS: Foto tratte dal sito www.neapolismarathon.it.
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Redazione
18 Ottobre 2026




























































