Nola al Museo Storico Archeologico tra ‘’SeminArte’’ e il film "L’ultima cosa bella”
Redazione 13 Giugno 2026
È un sabato mattina come tutti gli altri e dalle 10,00 i giovani allievi dell’associazione SeminArte con a capo la presidente Alessandra Bosone dipingono nella biblioteca del Museo Storico Archeologico di Nola, direttore l’architetto Giacomo Franzese. Seduti a guardarli da lontano c’è una giornalista ed un regista, parlano di loro, del futuro del mondo, ma in particolare la giornalista mira dritta al film: ‘’L’ultima cosa bella’’ di Luca Luongo.
Il regista descrive nei particolari la trama del film. È una Napoli “Babilonia” quella in cui si muove Adele, protagonista di “L’ultima cosa bella”, il nuovo film del regista partenopeo Luca Luongo. Un mondo di eccessi, discoteche, alcool e confusione in cui è facile perdersi. Ma è proprio lì, nel buio, che il film accende una luce: quella del desiderio di riscatto, della possibilità di salvarsi dopo l’oblio, della mano tesa che arriva quando si capisce di aver smarrito la retta via.
Lo racconta lo stesso Luca Luongo in una chiacchierata a cuore aperto con la giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella. Seduti tra una battuta e l’altra, il regista lascia cadere le difese e spiega la vera intenzione del film:
“Non volevo giudicare i ragazzi. Volevo stargli vicino, capirli, sostenerli, rappresentarli. Il titolo, L’ultima cosa bella, è un campanello d’allarme. Fermiamoci. Lo dico anche a me stesso. Perché in questo momento storico la difficoltà è enorme, e i giovani la stanno vivendo tutta sulle spalle”.
Adele, convinta di poter cambiare vita conquistando Renzo, PR di una discoteca, vede la sua esistenza stravolta dall’incontro con Federico, ragazzo enigmatico di un’altra epoca. Sarà lui a guidarla alla scoperta della vera bellezza, spingendola ad affrontare i fantasmi del suo passato prima che sia troppo tardi. Luongo firma una regia a volte crudele, ma vera e toccante. Non addolcisce la realtà, la mostra com’è: dura, tentatrice, pericolosa. Eppure, proprio in questa verità, svela “l’ultima cosa” che resta quando tutto il resto crolla: la possibilità di salvarsi dall’oblio, dall’alcool, dagli stupefacenti, da tutto ciò che anestetizza l’anima. Perché il dono della vita che abbiamo ricevuto è immenso, e non va mai smarrito.
Il cast lavora in sintonia perfetta: Angela D’Auria, Virginia Perna, Arturo Sepe, Anna Carrabs, Patrizia Odorin, con lo stesso Luca Luongo in scena, regalano interpretazioni autentiche, professionali, lontane dall’artificio. Ognuno resta nel proprio ruolo con competenza, lasciando al pubblico una sensazione forte: quella di stare guardando persone vere, non personaggi.
E proprio con Arturo Sepe, Filomena Carrella condivide uno scatto che racconta molto più di un momento sul set. Nella foto ci sono anche Alessandra Bosone, docente e presidente dell’associazione artistica SeminArte, e Olga Izzo, avvocato e consigliere di Parità della Città Metropolitana di Napoli. Un’immagine che è quasi un sigillo del legame profondo di Luca con il territorio e con le amicizie che lo accompagnano da sempre: “Ci siamo. Vi ascoltiamo, carissimi ragazzi. Cerchiamo di volare, di andare oltre”.
Il film ha conquistato il pubblico italiano e non solo. Dopo il grande consenso in sala, ha ricevuto riconoscimenti anche a Berlino e continua il suo percorso all’estero. In Italia è stato proiettato anche per gli studenti delle scuole superiori: una scelta precisa del regista, che ha voluto rivolgersi direttamente ai ragazzi con un monito chiaro e senza filtri.
“L’ultima cosa bella” è un film forte, ma delicato. Intenso e vissuto. Un film che non urla, ma accompagna. E che può diventare un sostegno per chi ne ha bisogno.
Perché, come dice Luca Luongo a Filomena Carrella, la vera speranza è l’ultima cosa che ci rimane. E a volte, è anche la prima da cui ricominciare.
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Nola al Museo Storico Archeologico tra ‘’SeminArte’’ e il film "L’ultima cosa bella”
Redazione
13 Giugno 2026

























































