Per la prima volta le preghiere saliranno sulla Barca: Nola scrive un nuovo capitolo della Festa dei Gigli
Redazione 19 Giugno 2026
Quest’anno nella Cappella di San Paolino c’è un silenzio diverso. Accanto all’altare, nel Duomo, una semplice bacheca raccoglie foglietti piegati, lettere scritte a mano, intenzioni sussurrate su carta. Sono le preghiere dei nolani. E nel 2026, per la prima volta nella storia della Festa, non resteranno ferme.
Saranno loro le passeggere invisibili della Barca 2026, affidate alla custodia dei maestri di Festa della famiglia Meo. Un onore che trasforma un gesto di devozione privata in un atto corale, pubblico, che attraverserà la città insieme agli obelischi di legno e cartapesta.
Il rituale è già scritto. Il 28 giugno, domenica dei Gigli, subito dopo la Messa del Cullatore che benedice le strutture prima della grande alzata, tutte le intenzioni verranno raccolte e chiuse in una valigia. Quella valigia troverà posto sulla Barca e compirà l’intero percorso della processione, tra la folla, la musica delle fanfare e il sudore delle paranze.
Le preghiere marceranno con i Gigli. Saliranno, oscilleranno, danzeranno per le strade di Nola, portate a spalla come un voto collettivo.
Il viaggio però non finisce in piazza. A conclusione della processione, il maestro di Festa riporterà la valigia nel Duomo. Lì, nei giorni successivi, insieme al parroco Don Mimmo De Risi, si terrà una funzione religiosa. Le preghiere, già benedette nella Cappella di San Paolino e portate in processione, verranno affidate al fuoco.
Un rogo simbolico, antico, che nella tradizione popolare significa una cosa sola: farle salire direttamente in cielo.
È il segno di una Festa che cambia restando fedele a se stessa. Che accoglie la voce della gente e la mette al centro, letteralmente, del suo simbolo più grande: la Barca. E per la famiglia Meo, custodire quelle carte prima di consegnarle al cielo sarà il compito più sacro di tutto il loro anno da maestri.
In questa scelta c’è tutta la bellezza della Festa dei Gigli in onore di San Paolino: fede che si fa gesto, tradizione che si rinnova, gioia di una comunità che continua a credere nella forza del suo rito. Perché la passione per i Gigli non finisca mai.
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