Riapre dopo oltre venti anni il Comune a Cimitile: domenica 19 aprile il taglio del nastro

Redazione 16 Aprile 2026
Riapre dopo oltre venti anni il Comune a Cimitile: domenica 19 aprile il taglio del nastro

Per oltre vent’anni è rimasta una porta chiusa al centro del paese. Da fine gennaio è tornata una porta aperta. Domenica 19 aprile alle ore 17.30, con il taglio del nastro, la Casa comunale di Cimitile celebrerà la sua inaugurazione ufficiale. Non è solo la fine di un cantiere. È la restituzione di un luogo simbolo alla vita quotidiana della comunità. Vent’anni di silenzio, poi la svolta.

La chiusura risale a più di due decenni fa. Dissesti strutturali, perizie, fondi che non arrivavano. Gli uffici furono delocalizzati, i servizi frammentati, il rapporto tra cittadini e istituzione si fece più distante, più faticoso. Il palazzo che per generazioni aveva ospitato matrimoni, consigli comunali, proteste e richieste di certificati, restò muto.

Un’assenza che pesava. Perché nei paesi il Comune non è un ufficio tra gli altri. La svolta arriva con l’Amministrazione guidata dall’avvocato Filomena Balletta. Il recupero della Casa comunale diventa un punto fermo del programma. Si parte dalle verifiche tecniche, si passa ai lavori di messa in sicurezza e rifunzionalizzazione, si riorganizzano gli spazi per accogliere uffici e pubblico. A fine gennaio la riapertura operativa: anagrafe, protocollo, segreteria tornano nella loro sede naturale.

“Non potevamo aspettare oltre”, dice oggi il sindaco. “Un paese senza Comune è un paese senza baricentro. Abbiamo lavorato in silenzio, con ostinazione, perché i cimitilesi meritavano risposte, non promesse”.

L’avvocato nonché sindaco Filomena Balletta non nasconde la gioia. “È un traguardo bellissimo, per me, per la giunta, per gli uffici e per tutta la comunità. Abbiamo voluto fortemente riaprire per ridare centralità alla casa dei cittadini. Questo palazzo appartiene a tutti. Deve tornare a essere punto di riferimento, luogo di ascolto, spazio dove si costruisce comunità ogni giorno”.

Il 19 aprile sarà festa civile. Il programma è semplice, come nelle cose che contano: alle 17.30 il taglio del nastro, un saluto istituzionale, poi le porte aperte alla cittadinanza per visitare gli ambienti rinnovati. “Invito tutti a partecipare”, aggiunge il sindaco. “Sarà un nuovo inizio che scriviamo insieme. Dopo tanti anni, rimettiamo il Comune al centro del paese anche fisicamente. Vi aspetto per condividere questo passo”.

In queste settimane di attività, il cambiamento si è già fatto sentire. Gli anziani non devono più spostarsi per un documento. Le mamme trovano lo sportello anagrafe sotto casa. Le associazioni hanno di nuovo un luogo dove chiedere una sala, presentare un progetto, interloquire con l’Amministrazione.

“La vicinanza è un servizio”, commenta una dipendente incontrata all’ingresso. “La gente entra, saluta, si sente a casa. E questo cambia il clima”.



Anche il consiglio comunale tornerà a riunirsi nella sua aula storica nelle prossime settimane, una volta completati gli ultimi arredi. Un dettaglio che dice molto: la politica torna dove i cittadini possono vederla, ascoltarla, partecipare.

A completare la riapertura manca ancora un tassello. Non è un dettaglio tecnico. È l’orologio della facciata. Da anni fermo e poi rimosso per ragioni di sicurezza, è diventato nella memoria collettiva il simbolo di ciò che restava da fare.

“Lo sappiamo bene”, ammette Balletta senza giri di parole. “L’orologio è caro a tutti noi. Ha scandito il tempo di nonni e nipoti, ha dato il ritmo alle giornate di Cimitile. Ci stiamo lavorando e porteremo a termine anche questo progetto. Una Casa comunale senza il suo orologio non è ancora completa. Ma intanto il cuore ha ripreso a battere”.

Gli uffici tecnici fanno sapere che la procedura per il ripristino è avviata: si tratta di coniugare il restauro conservativo del quadrante con un meccanismo moderno e affidabile. Tempi brevi, garantisce il Comune. L’obiettivo è restituire alla facciata la sua voce. Nei piccoli comuni l’identità passa dai luoghi. Il municipio è stato, e torna a essere, il perno della vita pubblica. Tenerlo chiuso per vent’anni ha significato sospendere una parte di cittadinanza. Riaprirlo significa ricucire. Significa dire che la normalità è un diritto: uffici aperti, servizi vicini, dignità restituita.

Domenica, quando il nastro cadrà, Cimitile misurerà di nuovo il tempo da casa sua. L’orologio tornerà a battere tra qualche settimana. Ma certe attese, quando hanno un orizzonte certo, si sopportano con gioia. Perché la comunità, finalmente, è tornata a casa.


Casa comunale di Cimitile, Piazza Municipio

Domenica 19 aprile, ore 17.30

Taglio del nastro e apertura alla cittadinanza

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