Schegge di vita reale: Battista alla conquista della scena musicale
Silvio Martino 12 Ottobre 2026
C’è stato un piccolo terremoto che ha sconvolto la scena italiana in queste settimane: il fenomeno BATTISTA.
In un panorama spesso asfissiato dai cliché, a volte basta solo raccontarsi per sopraelevarsi, soprattutto se ciò che si dice è pieno di realness, verità, vissuto.
A volte basta un reel su Instagram e l’urgenza di raccontare la propria storia per far crollare il banco delle finzioni, spesso molto presenti nella nuova scena rap italiana. È esattamente quello che è successo con Battista, rapper originario di Castel Volturno, che in pochissimi giorni ha catturato l’attenzione di decine di migliaia di persone ma, soprattutto, di illustri pilastri della scena musicale e non solo napoletana e italiana: Marra, Geolier, Gemitaiz, Madman, Mace, Roberto Colella per citarne pochissimi dei tanti.
Il suo omonimo singolo di debutto, accompagnato da un video diventato virale alla velocità della luce, ha squarciato la bolla dei social. Il brano non ha ritornello, è composto da una parte strumentale all’inizio (la cui protagonista è una zampogna), una strofa rap napoletana al centro, e un beatswitch che apre a dei suoni distorti nella parte finale.
Anche l’estetica del videoclip ne rafforza l’impatto, perchè in scena ci sono alcuni dei soggetti nominati da Battista nella sua strofa. Il rapper napoletano racconta l’inizio della storia della sua vita, il brano esplora un trauma intimo e familiare: parte dalla gravidanza della madre e da una diagnosi prenatale spietata, che rischiava di sfociare in una nascita negata. Quella che poteva essere la cronaca di un aborto diventa invece una celebrazione disperata e potente della sopravvivenza.
Secondo i medici aveva il 90% di probabilità di nascere con la sindrome di down, quindi consigliarono alla famiglia l’aborto. Loro, spinti dalla fede, decisero di proseguire e così nasce Battista. Una storia di fede.
Il modo che ha trovato Battista di uscire con il primo singolo e la grande attenzione mediatica riservata da big della scena hanno acceso le sirene dell’Industry plant: sono iniziate le battaglie sui social da parte di chi denuncia l’eco e la popolarità raggiunta in così poco tempo, gridando al “raccomandato”.
Personalmente, mi chiedo, ci interessa davvero? O il suo essere “reale” ha colpito un po’ tutti? Se anche fosse, ben vengano Industry plant di questo tipo: ha qualcosa da dire e ha dimostrato di essere unico.
Battista non ha solo pubblicato una canzone, ha ricordato a tutti che la fame, la sincerità e l’arte di raccontare una storia sanno ancora bucare gli schermi. Ci ha regalato una scheggia di vita reale e la musica italiana, evidentemente, non aspettava altro.




























































