BEATO GRAZIE ALLA ‘VISIONE’ A BORGO CASTELLO

Nello Nappi 19 Marzo 2022
BEATO GRAZIE ALLA ‘VISIONE’ A BORGO CASTELLO

L'ultima edizione della rivista Maria con Te, settimanale dedicato alla Madonna e pubblicato da Edizioni San Paolo, racconta la storia del missionario inglese John Randal Bradburne, per il quale è in corso una causa di beatificazione.
Il suo nome può suonare del tutto sconosciuto, ma nell’articolo della rivista mariana si legge che Bradburne, nel corso della sua vita, esattamente il 2 febbraio 1953, è venuto «a pregare nella cappella di Santa Maria a Miano, nella chiesa di San Giovanni Battista, a Borgo Castello, in Palma Campania». E non si trattò di una visita estemporanea, considerato che – sempre nel servizio del settimanale, intervistata dal giornalista – la sua pronipote Kate Macpherson, che è direttrice della società istituita in memoria del missionario anglosassone, così racconta: «Davanti al quadro della Vergine sull’altare di questa cappella, fece un matrimonio mistico con la Vergine Le fece voto di fedeltà e di celibato. Scriverà infatti in una sua poesia: Alla Candelora, alle sei e mezza circa, / l’ho sposata nel millenovecentocinquantatre. / E poiché Maria mi ha sposato, / sveglierò il mondo e lo scuoterò con il mio corno!».

Nato nel 1921 nel villaggio Skirwith, in Cumbria, in seguito Bradburne frequentò presso la Gresham’s School dal 1934 al 1939. Completati gli studi secondari, stava progettando di proseguire all’Università quando, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, si ritrovò arruolato nell’esercito britannico. Bradburne fu assegnato al 9º Fucilieri Gurkha dell’Indian Army nel 1940, con cui si ritrovò presto nella Malesia britannica per far fronte all’invasione dell’Esercito imperiale giapponese. In seguito, prestò servizio attivo in Birmania con i Chindits di Orde Wingate. Bradburne ebbe una prima esperienza religiosa durante la campagna di Malesia. Quando fece ritorno in Inghilterra dopo la fine della guerra, andò a vivere con i Benedettini dell’Abbazia di Buckfast, dove si convertì al Cattolicesimo romano nel 1947.



Borgo Castello. Dopo un po’ avvertì forte il desiderio di viaggiare. Per questo, nei successivi sedici anni vagò per l’Inghilterra, la Francia, l’Italia, la Grecia e il Medio Oriente, avendo come unica compagna di viaggio una valigia. In Italia, visitò Roma e poi visse «per un anno sul soppalco dell’organo di una piccola chiesa di un villaggio di montagna, suonando l’organo». E chissà che non si trattasse proprio di Borgo Castello, a Palma Campania, dove – come raccontato – nel 1953 ebbe la visione celeste della Madonna. Nel 1956 si unì all’Ordine secolare di San Francesco d’Assisi, ma rimanendo allo stato laicale. Nel 1962 si spostò in Africa, nell’allora Rhodesia (poi Zimbabwe), come aiuto missionario. Dopo il suo arrivo, nel 1962, Bradburne rivelò a un prete francescano di avere tre desideri: aiutare le vittime della lebbra, morire martire, essere seppellito con la tonaca francescana.

Nel 1964 divenne custode di una struttura presso Salisbury (ora Harare) e nel 1969 i missionari gesuiti lo introdussero nello stabilimento per lebbrosi vicino al monte Mutemwa (Mutemwa Leprosy Settlement), presso la città Mutoko, nel nord-est dello Zimbabwe. Arrivò a esserne guardiano nel 1969, rimanendovi fino alla morte, vivendo in una spartana capanna di lamiera zincata. Nel luglio 1979, la guerra civile in Rhodesia era alle porte del lebbrosario. Bradburne fu pregato dai suoi amici di allontanarsi e mettersi in salvo ma egli insisté a voler rimanere vicino ai lebbrosi, nel tentativo di impedire il saccheggio della struttura. Il 2 settembre 1979, un sabato, fu rapito e consegnato ai guerriglieri con l’accusa di essere un informatore. Il comandante dei militari, non trovando alcun motivo contro di lui, lo lasciò andare in libertà, ma fu trovato morto il 5 settembre, tre giorni dopo il rapimento, colpito alla schiena con arma da fuoco. Fu vestito, adempiendo ai suoi desideri, con indosso la tonaca francescana, e fu seppellito al cimitero missionario di Chishawasha.

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