“Di cielo, di nuvole e di vento”: quando la poesia di Monia Gaita incontra il flauto di Mario Menichini

Redazione 10 Giugno 2026
“Di cielo, di nuvole e di vento”: quando la poesia di Monia Gaita incontra il flauto di Mario Menichini

“Cominciamo con una serata che sia poesia musica e cuore !”

È con queste parole, e con le prime volute del flauto di Mario Menichini, che prende vita ieri pomeriggio al Museo Multimediale Ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie la presentazione di “Di cielo, di nuvole e di vento” di Monia Gaita. Sulle note di un flauto che abbraccia tutti i presenti e soprattutto sulle note di Nuovo Cinema Paradiso di Nicola Piovani e di Astor Piazzolla, la sala si fa subito intima, quasi un salotto.

“Benvenuti a Microcosmi”, apre Carmine Centrella, presidente del Polo Museale, ricordando come l’incontro si inserisca nella terza edizione della mostra internazionale di Mail Art. Al suo fianco i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Russo e del Presidente del Consiglio Giovanni Sirignano: “La cultura deve coinvolgere le scuole, la comunità. Il culmine sarà la Damigella del Re”.



“E questo è proprio un salotto culturale”, rincara Mena Sirignano, presidente della Pro Loco, mentre la curatrice Lina D’Avanzo sottolinea l’importanza di fare rete tra le realtà del territorio.

Poi la poesia entra nel vivo. Maria De Risi, attrice della Compagnia “Clessidra”, presta la sua voce ai versi di Monia: letture sentite, che scavano tra le “nuvole” e le “macerie” di cui parla la poetessa. “Non volevo sciogliere l’enigma dell’esistenza – spiega Monia – ma offrire uno spiraglio. La poesia è salvezza, è consapevolezza, è coraggio per immaginare una nuova alba”.

A dialogare con lei la giornalista Floriana Guerriero: “I tuoi titoli richiamano una natura in tempesta, specchio della sofferenza dell’io. Eppure c’è sempre una possibilità di rinascita”.



Adelina Mauro aggiunge: “È poesia terapeutica. Parla di dolore, emigrazione, di ciò che sentiamo dentro”.

Il prof. Sabato De Luca la definisce “onirica, un flusso di coscienza tra sogno e realtà”, mentre l’artista Prisco De Vivo insiste: “La poesia è raccoglimento, è silenzio che scava nella pietra”.

E in mezzo a tutto questo, un intervento che commuove la sala: quello di Filomena Carrella. “La cultura è libertà, è l’unico antidoto alla violenza. Dobbiamo unire le forze, fare sinergia tra associazioni e comunità”. Poi guardando Monia con un filo di voce commenta:’Quando si è poeti non solo nello scrivere ma nell’animo ! ‘ Parole accolte da un lungo applauso. Sentito e caloroso il saluto di Felice Peluso presidente dell associazione AIDO sez. Nola Cimitle e quello di Alessandra Bosone presidente dell associazione artistica SeminArte per i piccoli genietti.

Tra il pubblico, ad ascoltare con attenzione, le professoresse Filomena Casoria, Lina Vangone, Anna Gioacchino e Lucia Napolitano, insieme a Tony Soviero, presidente di Ipazia.



“Chiudiamo come abbiamo aperto: con la musica”
Mario Menichini torna al flauto, e mentre le ultime note si perdono tra le volte della chiesa, resta l’idea che ha attraversato tutto il pomeriggio: non c’è conflitto tra progresso e poesia. “L’evoluzione del nostro io – dice Monia – è la vera garanzia di progresso”.

E ieri, a Roccarainola, quell’evoluzione si è sentita. Tra un verso, una nota, un dialogo. Una serata che ha abbracciato tutti i presenti facendoli sentire avvolti da un luogo sacro che rende ancora più mistico e speciale ogni incontro soprattutto quando si unisce arte, poesia e musica.

Ha moderato l’incontro la dottoressa Celeste Sirignano con la sua innata dolcezza e il suo grande senso di ospitalità facendo sentire il Museo un accogliente salotto letterario dove il tempo sembra non passare mai e lasciare il passo ai sentimenti che fanno bene al cuore.

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