GIOVANNI SCOTTI, LA MAPPA CRITICA DEL PAESAGGIO CONTEMPORANEO

Redazione 17 Maggio 2026
GIOVANNI SCOTTI, LA MAPPA CRITICA DEL PAESAGGIO CONTEMPORANEO
Il fotografo napoletano indaga gli spazi liminali tra pubblico e privato, trasformando l’osservazione in progetto artistico e politico

Ci sono fotografi che documentano. E ci sono artisti che usano la fotografia per mettere in crisi le categorie con cui guardiamo la città. Giovanni Scotti, nato a Napoli nel 1978, appartiene alla seconda categoria. Visual artist e fotografo, il suo lavoro parte dall’osservazione del paesaggio per interrogare le contraddizioni del presente: i confini tra pubblico e privato, l’abbandono, la speculazione, la memoria urbana.

La sua ricerca si concentra su ciò che definisce “spazi liminali”: aree di transizione, vuoti urbani, luoghi in bilico tra uso e disuso. È lì che emergono con più forza le tensioni socio-politiche che attraversano il territorio. Scotti non si limita a fotografarle. Le riattiva come dispositivi di riflessione critica.

Nel 2020 ha fondato Innobilliare Sud Ovest, una piattaforma artistica che adotta la retorica comunicativa del mercato immobiliare per rovesciarne il linguaggio e aprire un dibattito sui beni comuni. Un progetto che ha attirato l’attenzione di critica e istituzioni, diventando caso di studio su come l’arte possa intervenire nel discorso pubblico sullo spazio urbano.

Il percorso espositivo conferma questa traiettoria. Le sue opere sono state presentate all’ADI Design Museum di Milano, alla NYU Tandon School of Engineering di New York, alla Photographie et Architecture Triennale #6 in Belgio e al Getxophoto Festival in Spagna. Tra le mostre personali, “Poliemorscape” al Museo Antonio Pasqualino di Palermo e “Innobilliare Sud Ovest. Visioni insostenibili” a Milano mostrano un’indagine coerente sul rapporto tra corpo, architettura e potere.

La formazione accademica accompagna questa ricerca: Diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 2003 e Master in Photography & Visual Design alla NABA di Milano nel 2010. Da lì nasce una produzione editoriale con Felici Editore, Franco Cosimo Panini Editore, Rogiosi Editore, e collaborazioni con testate come La Repubblica, Il Mattino, Corriere del Mezzogiorno, The Daily Mail, The Telegraph.

Riconoscimenti come il Bando Portata e impatto dell’arte sostenibile nell’Europa sudoccidentale dell’Università di Palermo nel 2024 e il Bando Strategia Fotografia 2020 consolidano il suo ruolo nel dibattito sull’arte pubblica. Le opere sono entrate in collezioni come il Museo civico Antonio Collisani di Petralia Sottana e l’Imago Mundi – Luciano Benetton Collection.

Al centro resta un’idea precisa di fotografia: non illustrazione, ma strumento di indagine. Come dice lo stesso Scotti, “La fotografia è il mio modo di restare”. Restare nei luoghi, nelle contraddizioni, nelle domande aperte che il paesaggio contemporaneo ci consegna ogni giorno.

Oggi Giovanni Scotti lavora tra Napoli e il circuito internazionale, portando avanti una pratica artistica che unisce ricerca visiva e impegno civile. Un lavoro silenzioso, ma che lascia il segno. Perché cambiare il modo in cui guardiamo una città è il primo passo per cambiare la città stessa.
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