i Medici per l'Ambiente incontrano i sindaci dei Comuni della Diocesi di Nola presso l'Ufficio della Pastorale

24 Aprile 2026
i Medici per l'Ambiente incontrano i sindaci dei Comuni della Diocesi di Nola presso l'Ufficio della Pastorale

Si è tenuto l’altro giorno, presso la sede vescovile di Nola, l’incontro tra la Pastorale Sociale, i Medici per l’Ambiente della Campania ed i Sindaci della Diocesi per dare un fattivo contributo al problema dell’inquinamento delle matrici ambientali, che da anni rappresenta un serio pericolo per la salute e la sopravvivenza delle future generazioni.

L’incontro, presieduto dal Vescovo di Nola Francesco Marino, è stato ‘pensato’ per ricercare soluzioni concrete, più che rinvangare le cause del disastro ambientale. “Il Principio di Precauzione in Teologia morale ambientale rappresenta un pilastro etico fondamentale per la gestione dei rischi ambientali in contesti di incertezza scientifica” – ha detto il vicario episcopale Don Aniello Tortora, responsabile dell’Area ‘Carità e Giustizia’ – “Esso implica l’adozione di misure preventive dei reati ambientali quando un’azione o una politica comporta un rischio potenziale di danni gravi o irreversibili dell’ambiente e della Salute Umana, anche in assenza di prove scientifiche sull’atavica relazione ’causa-effetto’ in materia di contaminazione da sostanze tossiche abbandonate nei territori della c.d. ‘Terra dei Fuochi’ “.

“Il Principio di Precauzione si lega strettamente all’Etica della ‘Responsabilità’ – ha proseguito Don Aniello Tortora - obbligando l’attuale generazione a preservare il Creato per le future generazioni”. “L’Etica della Cura’ si evolve da una visione puramente curativa ad una responsabilità ‘preventiva’, dove la semplice creazione di un rischio significativo viene considerata un danno riparabile”. “I Limiti della Tecnocrazia si materializzano nel Principio di Precauzione, che a sua volta corregge una fiducia acritica nel progresso scientifico e tecnologico, ponendo l’ambiente come un bene superiore da tutelare attraverso l’astensione da azioni rischiose”.

La Giustizia Ambientale’ richiama la necessità di non scaricare i costi del risanamento ambientale sulle comunità più vulnerabili o sulle generazioni a venire”. Il documento della Pastorale Sociale diocesana prosegue: “IN Teologia questo approccio si traduce ina ‘Custodia del Creato’ attiva, che richiede prudenza e limitazione dell’agire umano quando questo minaccia l’equilibrio ecologico e la vita sulla Terra”.

“Ma quali sono le principali differenze tra la ‘Prevenzione’ e la ‘Precauzione’? la Prevenzione si basa su certezze scientifiche per impedire pericoli noti”; la ‘Precauzione’, invece, si basa su sospetti fondati per evitare pericoli potenziali. Rilevanza giuridica e Sanitaria.

La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del 30 gennaio 2025, ha sottolineato che lo Stato italiano non ha protetto adeguatamente la salute dei residenti. Il Principio di Precauzione obbliga le autorità ad intervenire preventivamente per proteggere il diritto alla vita (art. 2 CEDU), contrastando l’inquinamento da roghi tossici, rifiuti interrati ed al suolo, anche di fronte a sospetti di rischio/pericolo non ancora provati col metodo scientifico”.

Gestione del Rischio e nuove norme (D.L. 116/2025)
In attuazione di tali principi, è stato emanato il D.L. n. 116 dell’8 agosto 2025 (il c.d. ‘Decreto Terra dei Fuochi’), convertito il Legge il 3 ottobre 2025 (Legge 147). Il Decreto rafforza il Principio di Precauzione’ inasprendo le sanzioni per i reati ambientali: - l’abbandono dei rifiuti non pericolosi diventa reato, con ammende elevate (fino a 18 mila Euro) ed aumentate se il reato è commesso da imprese. Viene introdotto l’arresto per i reati più gravi (traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale)”.

Possibilità di utilizzo di Videosorveglianza per accertamenti senza contestazione immediata. Contaminazione della Catena Alimentare: il Principio di Precauzione è fondamentale per monitorare non solo l’aria ed il suolo, ma anche la sicurezza alimentare (cibo contaminato) causata dai fumi tossici. Estensione Nazionale: sebbene nato per l’emergenza campana, il Decreto ‘Terra dei Fuochi’ estende il rafforzamento delle misure cautelari e sanzionatorie a tutto il territorio nazionale.

In sintesi, nella ‘Terra dei Fuochi’, il ‘Principio di Precauzione’ trasforma la gestione del rischio da ‘reattiva’ (intervenire dopo il danno) a ‘pro-attiva’ (intervenire per prevenire il danno), giustificando misure rigorose per limitare l’abbandono dei rifiuti tossici e la loro combustione a tutela della salute pubblica”.

 

SINDACI ED ASSESSORI ALL’AMBIENTE CONVENUTI ALL’INCONTRO:

  • Nola
  • Camposano
  • Visciano
  • Cimitile
  • Marigliano
  • Quadrelle
  • Sirignano
  • Scafati
  • Palma Campania
  • Roccarainola
  • Cicciano

 

Nella sessione ‘proposte dei sindaci’ per alleviare il carico ambientale, sono stati aggregati i comuni con prevalente inquinamento atmosferico (Nola, Palma Campania, Quadrelle, Sirignano, Marigliano) e i comuni sede di discariche, corsi d’acqua inquinati (Sarno, Camposano) e cave calcaree (Roccarainola, Casamarciano, Visciano). Le proposte principali sono state.

  1. Lotta ai fuochi d’artificio; b) restaurare la guardania dei terreni demaniali e Regi Lagni; c) puntare sulla richiesta di fondi per poter avviare progetti di risanamento ed infrastrutture ecologiche; d) coltivazione della Canapa per l’edilizia ecologica e sostenibile; e) bonus sanità per gli abitanti dei 49 comuni della Terra dei Fuochi (leggi ‘esenzioni ticket per analisi specifiche; f) Spirulina per la Cosmetica green; g) recuperare la responsabilità della cura dei territori; h) Videosorveglianza 24 h (unione dei comuni); i) incrementare i S.A.D. = Sub-ambiti raccolta rifiuti (da 100 mila abitanti); l) operare un’azione dal basso, coinvolgendo le associazioni (Isde, Plastic Free, Legambiente, WWF, etc.); m) promuovere uno sviluppo che rispetti la dignità dell'uomo e i ritmi della natura, n) Educare le nuove generazioni a una cura responsabile della nostra "casa comune”; o) costruire alleanze solidali, perché nessuno sia lasciato indietro nella tutela dell'ambiente.

 

Le tre “evidenze” di un disastro ambientale che non è eccessivo definire epocale:

  1. Le mancate bonifiche dei siti inquinati cui consegue l’inquinamento (accertato) delle falde acquifere sottostanti. Casi emblematici: “Agrimonda” a Mariglianella e “cava di Roccarainola”.
  2. Lo stupefacente regime degli “AUTOCONTROLLI” - che sfuggono al controllo ARPAC - cui consegue l’aggravamento dell’inquinamento atmosferico; Casi emblematici: inceneritore di Acerra e attività estrattive, Crematorio di Domicella (AV),
  3. L’incidenza delle patologie infauste ben oltre la media nazionale.

   Casi emblematici: tumori infantili e cancro del polmone nelle donne,

 

Per Non Dimenticare

Il carico (alias: massacro) ambientale di cui è vittima la Piana Nolano-Acerrana (alias: "Triangolo della Morte" alias: "Terra dei Fuochi") e cioè:

Le discariche abusive, ricolme di sostanze tossiche, comunicanti con la falda, mai bonificate (i.e. Agrimonda; cava di Roccarainola);

Le falde acquifere compromesse;

I Regi Lagni, autentiche cloache a cielo aperto, che continuano a riversare sul litorale Domizio, liquami non depurati;

Il depuratore di Marigliano che non depura e di cui nessuno parla più;

Il fiume Sarno tra i più inquinati d’Europa;

Il laghetto di Comiziano destinatario di sostanze cancerogene, mai messo in sicurezza né bonificato, tombato e di cui nessuno parla più;

Il termovalorizzatore di Acerra che incenerisce, al 70% delle proprie capacità operative, plastica, carta, cartone e tessili (materiali riciclabili) ed opera in autocontrollo;

L’impianto di cremazione di Domicella (AV) a 19 km in linea d’aria da Acerra che opera in autocontrollo;

Le società estrattive di Roccarainola e Casamarciano che operano in autocontrollo;

Oltre 10 cave in esercizio e area industriale e commerciale nel raggio di 15 km., in Campania, con 606 aziende, appartengono alla piana nolana-acerrana- aversana;

L’incidenza delle patologie infauste ben oltre la media nazionale;

Una scuola materna/elementare stretta tra cave in esercizio e area industriale in località Polvica;

Lo STIR e le discariche (quiescenti) di Paenzano in territorio di Tufino;

La discarica di rifiuti indifferenziati “La Marca”, in territorio di Somma Vesuviana, alle pendici del monte Somma, mai messa in sicurezza né bonificata.

Per Ricordare

"Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. La nostra terra vale più del vostro denaro." (Sahpo Muxika alias Piede di Corvo, capo Indiano dei Piedi Neri –1836/1890). Nella seconda metà del diciannovesimo secolo il Capo Indiano Piede di Corvo ha profetizzato lo stupro di “sora nostra matre terra” (Cantico delle creature: Fonti Francescane, FF 263 (SIC!))

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