I problemi del millennio e l'impatto dell'intelligenza artificiale
Sonia Brandi 19 Settembre 2026
L'intelligenza artificiale ha recentemente portato alla presunta soluzione del problema dell'esistenza e regolarità di Navier-Stokes, uno dei sette famosi problemi del millennio. La risoluzione non è ancora stata verificata, ma le controversie sono già iniziate: tra chi si è detto deluso che a risolverlo sia stata l'IA e chi invece la considera una vera e propria rivoluzione.
Cosa sono in problemi del millennio?
I problemi del millennio sono sette problemi matematici fondamentali stabiliti dal Clay Mathematics Institute negli anni 2000 che prevedono, per la risoluzione di ogni problema, un premio in denaro pari ad un milione di dollari. Ad oggi sei dei sette problemi risultano essere ancora irrisolti: l’unico ad essere stato risolto è la congettura di Poincaré, che riguarda la topologia e la forma dello spazio tridimensionale.
La congettura di Poincaré è stata proposta nel 1904 dal matematico e fisico teorico francese Henri Poincaré, e a trovarne la soluzione fu il matematico russo Grigorij Perel’man nel 2003, che però decise di rifiutare il premio in denaro.
Le equazioni di Navier-Stokes sono un altro dei problemi del millennio e rappresentano un sistema di equazioni differenziali non lineari che descrivono il movimento dei fluidi non viscosi, come aria o acqua. Ad annunciare per primo la presunta risoluzione del problema è stata l’azienda OpenAI: sostiene che i propri sistemi software, guidati dall’intelligenza artificiale, siano stati in grado di risolvere buona parte dell’equazione in circa novanta ore. L'azienda americana ha detto di aver utilizzato circa diecimila agenti AI che, lavorando insieme, hanno dimostrato come un fluido possa sviluppare una singolarità (come una rottura a velocità infinita) sotto l’azione di specifiche forze complesse. Se ciò dovesse essere confermato, l’IA sarebbe stata in grado di dimostrare una parte significativa, che però non risulta essere sufficiente per reclamare il premio in denaro.
Una scoperta piena controversie
Il grande pubblico è diviso sulla questione, anche in seguito alle dichiarazioni dal professore e matematico Tristan Buckmaster e del ricercatore Levent Alpöge. I due scienziati stavano lavorando a loro volta alla risoluzione del problema e affermano di essere arrivati alla sua parziale soluzione ben prima, accusando il colosso OpenAI di aver utilizzato i dati delle loro ricerche private per addestrare i loro programmi.
Sostengono inoltre che l’annuncio improvviso dell’azienda sia stato dovuto alla scoperta che anche altri ricercatori fossero giunti alle medesime conclusioni. OpenAI, d’altro canto, ha subito negato l’utilizzo dei dati frutto del lavoro dei matematici, affermando che i loro agenti AI hanno lavorato in completa autonomia e senza l’utilizzo di risorse private.
La presunta soluzione del problema di NavierâStokes apre dunque non solo nuove prospettive matematiche, ma anche un dibattito etico sempre più urgente. Da un lato l’intelligenza artificiale si dimostra uno strumento capace di affrontare sfide che per decenni hanno messo alla prova la comunità scientifica, dall’altro solleva interrogativi profondi sul ruolo dell’uomo nella ricerca, sulla trasparenza dei dati utilizzati e sulla possibilità che il merito scientifico venga progressivamente sottratto ai ricercatori.
Ad oggi la soluzione (parziale) del problema di Navier-Stokes non è stata ancora verificata, e forse dovremmo attendere ancora un po’ per la risoluzione finale. Nel frattempo, la vicenda Navier-Stokes, ci ricorda che il futuro della scienza non dipenderà solo da ciò che l’IA sarà in grado di fare, ma anche da come decideremo di integrarla, e di limitarla, nel nostro modo di conoscere il mondo.
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Silvio Martino
19 Settembre 2026




























































