La musica napoletana candidata a ottenere il sigillo Unesco
Silvio Martino 2 Luglio 2026
La musica, con la sua enorme potenza, sa attraversare oceani, generazioni, culture. C’è una “musica” in particolare, che ha trasportato la lingua, il lifestyle, la cultura del popolo napoletano nel mondo, e cha ha rappresentato la figura dell’italiano all’estero: la canzone classica napoletana, un patrimonio sonoro che ha costruito un immaginario prima delle televisioni, della larga diffusione del cinema e dei social.
Oggi, la tradizione musicale napoletana, è candidata a entrare nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, un percorso che punta a riconoscere il valore universale di uno dei repertori musicali più influenti della storia moderna.
Non si tratta solo di canzoni, la musica classica napoletana è un fenomeno culturale che racchiude lingue, poesia, identità popolare, storia sociale, memoria collettiva. È un simbolo nel mondo.
La musica classica napoletana ha raccontato l’amore, la nostalgia, l’emigrazione, la guerra, la speranza, l’identità di intere generazioni, e sono melodie che non appartengono solo a Napoli o all’Italia, ma costituiscono un bene culturale condiviso da tutti.
La forza delle radici ha saputo far sì che crescessero rami importantissimi, e venissero scritte pagine di storia della musica italiana e internazionale degli anni successivi.
Canzoni come “Era de Maggio”, “Dicitencello Vuje”, “‘O surdato ‘nnammurato”, “‘O sole mio” sono pagine fondamentali di storia. Artisti come Roberto Murolo, Sergio Bruni, Renato Carosone sono stati visionari. Lo stesso Carosone è tra i nomi più internazionali che Napoli abbia mai avuto: prima delle charts di streaming, prima dei dischi d’oro, prima dei trend, raggiunse la vetta delle classifiche statunitensi dei singoli più venduti con “Torero”.
L’iniziativa ha già mobilitato protagonisti dello spettacolo italiano, artisti come Gigi D’Alessio, Massimo Ranieri, Serena Rossi, Sal Da Vinci, Serena Autieri, hanno partecipato alla serata-evento “Campioni del mondo - Italia loves Unesco” in cui è stata celebrata questa candidatura.
Purtroppo sui social non sono mancati i commenti negativi, la maggior parte di persone che ignorano l’importanza di Grandi Canzoni e Grandi Artisti che hanno forgiato le emozioni di intere generazioni. Questa può essere una bella occasione per riscoprire la forza delle radici, forza che, come detto, ha portato a tutto ciò che abbiamo vissuto negli scorsi decenni e che continuiamo a vivere grazie a eccezionali fenomeni napoletani come Geolier, Roberto Colella, Walter Ricci.
Perchè alcune canzoni, pur nate in un luogo preciso, finiscono per appartenere al mondo intero. E poche tradizioni musicali possono vantare di aver compiuto questo viaggio con la stessa intensità della canzone napoletana.
Dolore a San Gennaro Vesuviano: oggi alle 17 l'ultimo saluto ad Antonio Miranda
Nello Nappi
1 Luglio 2026

























































