MARADONA, IL “DIO DELFICO” CHE CONTINUA A RIFONDARE NAPOLI
Redazione 29 Giugno 2026
Alla Mondadori del Vomero ieri pomeriggio la presentazione del libro di Angela Anzalone diventa una lezione civile e filosofica sul mito del Pibe de Oro
UN LIBRO CHE DIVENTA MEMORIA CIVILE
Alla libreria Mondadori del Vomero, gremita come nelle grandi occasioni culturali della città, la presentazione del volume di Angela Anzalone, Diego Armando Maradona. Il Dio Delfico di Napoli (Graus Edizioni), ha superato i confini del tradizionale evento editoriale per trasformarsi in un momento di riflessione collettiva sul significato profondo del mito maradoniano. Non una semplice presentazione, ma un confronto tra linguaggi e saperi che ha restituito Maradona alla sua dimensione più ampia: non solo sportiva, ma culturale, simbolica e civile.
IL MITO E LA CITTÀ: LA LETTURA DI BASSOLINO
A dare profondità politica e storica all’incontro è stato Antonio Bassolino, che ha richiamato la celebre citazione posta in apertura del volume: il diverso “peso” che alcuni uomini assumono nella memoria dei popoli. Maradona, in questa visione, non è una figura effimera dello spettacolo, ma un’icona che incide nella coscienza collettiva. Un “eroe tragico”, capace di sfidare l’ordine costituito e di incarnare, al tempo stesso, la fragilità e la grandezza dell’umano. Bassolino ha sottolineato anche il legame unico tra Napoli e Buenos Aires: due città in cui il calcio si fonde con la vita, diventando linguaggio sociale e identitario.
DIRITTO, FILOSOFIA E MITO: L’UNIVERSALITÀ DI MARADONA
Di taglio giuridico e teorico, l’intervento del professor Salvatore Sica ha proposto una lettura quasi metafisica del rapporto tra Maradona e Napoli. Una “necessità reciproca”, ha spiegato, come se due eccezionalità fossero destinate a riconoscersi. Il mito non come accidente storico, ma come forma di destino culturale condiviso.
IL TESTIMONE VISIVO: LA NAPOLI DI SERGIO SIANO
Il racconto si è poi spostato sulla memoria visiva con il fotoreporter Sergio Siano, testimone privilegiato dell’epopea azzurra. Dall’arrivo del 5 luglio 1984 alle stagioni leggendarie del San Paolo, Siano ha restituito l’immagine di un Maradona umano prima ancora che iconico, immerso in una città che lo ha adottato come simbolo identitario.
IL DIFENSORE E L’UOMO: PISANI E LA VOCE DELLA FRAGILITÀ
Particolarmente intensa la testimonianza dell’avvocato Angelo Pisani, storico difensore del campione argentino. Pisani ha insistito sulla complessità di Maradona: un uomo insieme fragile e ribelle, capace di slanci di generosità assoluta e di una lucidità politica sorprendente. Emblematico il suo messaggio ai napoletani: “alzate la testa”, interpretato come invito permanente alla dignità collettiva.
IL “DIO DELFICO”: APOLLO E DIONISO IN UN SOLO CORPO
Sul piano filosofico, Luigi Anzalone ha offerto la chiave interpretativa che dà il titolo al volume: Maradona come sintesi di Apollo e Dioniso. Ordine e dismisura, geometria e istinto, razionalità e caos convivono nella sua figura, rendendolo un’icona totale della modernità. Un uomo che ha trasformato la propria esistenza in linguaggio universale.
LO SGUARDO CULTURALE E L’EREDITÀ DELLO SPORT
La giornalista Filomena Carrella ha sottolineato il valore culturale dell’opera e la centralità dei valori sportivi come strumenti di inclusione, uguaglianza e democrazia. Un contributo che ha ampliato la lettura del mito verso la dimensione educativa e sociale.
LA VISIONE DELL’AUTRICE: MARADONA COME RIFONDAZIONE SIMBOLICA
In chiusura, l’autrice Angela Anzalone ha spiegato il senso profondo della sua ricerca: Maradona come figura totale, insieme uomo e divinità sportiva. La definizione di “Dio Delfico” nasce dalla compresenza di Apollo e Dioniso, ma soprattutto dalla capacità del campione di “rifondare una città”, trasformando Napoli in uno spazio simbolico e identitario.
IL MITO CHE CONTINUA A PRODURRE CITTÀ
Nella cornice della Mondadori del Vomero, il mito di Maradona si conferma materia viva, capace di generare pensiero, identità e coscienza civile. Non nostalgia, ma contemporaneità: Napoli continua a interrogarsi attraverso la sua figura più universale. E in questa domanda incessante, Maradona resta non soltanto un campione, ma una forma di linguaggio con cui la città continua a raccontare se stessa.
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