Nuovi e più moderni controlli del Fisco per scovare gli evasori dell’IVA
Giuseppe Montuori * 4 Gennaio 2026
Anche il Fisco fa un passo in avanti, volge oramai al desio l’epoca dei controlli manuali, la nuova legge finanziaria (2026), infatti, prevede un meccanismo automatizzato, basato su un intreccio di dati tra scontrini e fatture elettroniche, finalizzato all’individuazione di coloro i quali omettono la presentazione della dichiarazione ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto.
A tal uopo, l'articolo 25 della legge di Bilancio 2026 (rn.199 del 30.12.2025), prevede misure significative per contrastare l'evasione del tributo indiretto, introducendo un procedimento di liquidazione automatica per le dichiarazioni IVA omesse, basato su dati delle LIPE (Liquidazioni periodiche IVA, art.21 bis D.L. 78/2010) e fatture elettroniche, che attraverso una sorta di procedura deflativa, diminuisce le rispettive sanzioni dal 120% al 40% se si paga entro 60 giorni. Ma le novità non finiscono qui, infatti, il prefato art. 25, per il contrasto all'inadempimento IVA, prevede l’inserimento di un nuovo ed ulteriore articolo (54-bis.1 del DPR 633/72), il quale consente all’Amministrazione finanziaria di liquidare automaticamente l'IVA dovuta (IVA a debito sulle vendite meno l'IVA a credito sugli acquisti), per dichiarazioni non presentate.
Quindi, volgono al capolinea le cosiddette verifiche a campione che, tra l’altro, arrivano a distanza di anni, sostituite da un procedimento più snello che esamina le informazioni fiscali a stretto giro di tempo. Il software governativo analizza automaticamente tutti i dati già in possesso dell'amministrazione finanziaria, fatture elettroniche emesse, corrispettivi telematici registrati attraverso gli scontrini digitali e, dal totale delle operazioni attive, verrà sottratta l'IVA relativa alle fatture ricevute (passive), generando così il calcolo preciso dell'imposta dovuta dal contribuente che lo Stato richiede, quale risultato dei flussi transitati nell’applicativo digitale del Fisco.
In tal guisa, non è più l'amministrazione a dover dimostrare quanto è dovuto, ma sarà a carico del contribuente dimostrare e, quindi, contestare eventuali errori scaturiti dai calcoli eseguiti dalla macchina fiscale. Tuttavia, il contribuente che ha fondato motivo di ritenete che il calcolo automatico contenga errori, entro due mesi può presentare memoria difensiva e fornire idonea documentazione in grado di dimostrare l'inesattezza dei dati elaborati dal sistema.
E’ ovvio che se le contestazioni anzicitate non vengono presentate nei termini di legge ovvero l'Agenzia delle Entrate le ritiene non sufficienti e/o infondate, l'accertamento diventa definitivo e non sarà più possibile impugnarlo. Quindi basta coi trucchi del passato, da quest’anno, le dichiarazioni IVA vuote (senza dati) non funzionano più, a differenza del passato, verranno considerate omesse e, in tal caso, l'Agenzia oltre ad emettere direttamente la cartella, basandosi, evidentemente, sulla fatturazione elettronica, non riconoscerà più il credito dell'anno precedente.
La memoria digitale del Fisco diventa quindi uno strumento di controllo perenne che non scorda e, soprattutto, non è allergico a prescrizioni facili e l'incrocio continuo dei dati abolisce eventuali errori e/o eventuali situazioni opache.
* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)
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