PER COMBATTERE LE MAFIE C'È BISOGNO DI UN ESERCITO DI MAESTRI ELEMENTARI
Giuseppe Montuori* 24 Agosto 2026
"Per combattere le mafie c'è bisogno di un esercito di maestri elementari", è una famosa frase dello scrittore siciliano Gesualdo Bufalino, secondo il quale la mafia si batte innanzitutto a scuola, con i libri, educando ogni mattina i bambini alla legalità, a dire no alla prepotenza, insegnando loro il rispetto delle regole.
La scuola è un valido mezzo anche per sottrarre i ragazzi dalla strada, soprattutto in quei contesti più indigenti, con un maggior tasso di delinquenza, dove il disagio familiare, la mancanza di luoghi di aggregazione (come un tempo erano gli oratori), agevolano la proliferazione di attività criminogene, in tali contesti c’è una maggiore propensione dall’essere affascinati da facili guadagni/ricchezza, tutti elementi che disorientano ancor di più i giovani di oggi, spesso preda di organizzazioni malavitosi. Ecco, la scuola deve fungere da deterrente contro tutto ciò, dissuadere i giovani da un inesistente charme criminale.
Non vi è ombra di dubbio che oltre all’alunno, spesso c’è bisogno di responsabilizzare ed educare alla legalità anche le famiglie perché se un genitore dopo che il figlio ha preso un brutto voto a scuola (per non aver studiato), aggredisce il docente solo per aver fatto il proprio dovere, ecco questo è un tipico esempio in cui oltre al ragazzo, andrebbe educato ad un maggior senso di legalità e rispetto verso il prossimo, anche il genitore, talvolta, reo di non aver usato la classica “diligenza del buon padre di famiglia”. Secondo lo scrittore ragusano: “…la cultura batte la paura..”, “..la legalità cresce in classe ogni mattina..”.
E’ ovvio quindi che la rivoluzione parte dai banchi di scuola, perché la malavita cresce col crescere dell’ignoranza e la cultura aiuta a sradicarla. Del resto era questo il messaggio che l’eroico Giovanni Falcone (simbolo per eccellenza della LEGALITA’), ripeteva ai giovani … “…. la mafia si può sconfiggere… non è un mostro alieno…”, esortando i ragazzi alle idee di giustizia, al rifiuto dell’indifferenza e a ogni forma di ricatto. E’ indubbio che va rivalutata anche la figura del docente, spesso bistrattato e lasciato solo al suo destino, valorizzando ancor di più il suo lavoro, anche corrispondendo loro una giusta retribuzione e, ad onor del vero, di recente, l’attuale esecutivo si è mosso in tal senso.
Un plauso va fatto altresì a tutti coloro che non disdegnano il loro impegno a favore dei giovani, attraverso l’organizzazione e partecipazione a manifestazioni, convegni, ecc., promuovendo l’inclusione sociale, sviluppando la crescita del loro senso civico, ascoltando le loro idee, aiutandoli a dialogare con le istituzioni, facilitando il loro inserimento nel mondo del lavoro, facendogli comprendere l’importanza dello studio.
Tutto questo può solamente giovare alla crescita civile, morale e legale delle future generazioni e, a tal uopo, un plauso va fatto a tutte quelle persone, istituzioni impegnate in tale ambito e, fra queste, il magistrato napoletano Catello Maresca, molto attivo nel sociale attraverso progetti finalizzati a recuperare i giovani a rischio nei quartieri difficili, con i tanti incontri nelle scuole, girando la Campania e l’Italia per parlare di lotta alle mafie, legalità, sostenendo iniziative contro il bullismo e la dispersione scolastica.
* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)
PER COMBATTERE LE MAFIE C'È BISOGNO DI UN ESERCITO DI MAESTRI ELEMENTARI
Giuseppe Montuori*
24 Agosto 2026

























































