Punti di vista: immagini come campo di tensioni

Redazione 20 Maggio 2026
Punti di vista: immagini come campo di tensioni

Alla Galleria Annarumma, la mostra Punti di Vista, una doppia personale degli artisti Loic Devaux (Belgio, 1997) e Sergiu Toma (Romania, 1987) visitabile fino al 6 giugno

La doppia personale si configura come un impianto espositivo costruito non tanto sull’idea della contrapposizione quanto su quella, più sottile e teoricamente più produttiva, della coesistenza di due regimi dello sguardo.

Il rischio, in operazioni di questo tipo, è sempre quello della didascalia curatoriale: due artisti, due linguaggi, due poli opposti chiamati a “illuminarsi” reciprocamente.

Qui, invece, la struttura funziona proprio perché evita la tentazione della sintesi e lascia che la frizione rimanga aperta, quasi irrisolta. Punti di Vista non indica semplicemente una pluralità di approcci pittorici, ma suggerisce una vera e propria politica della visione: ogni immagine è già una presa di posizione sul mondo, un modo di organizzare la realtà, di selezionarla, rallentarla o accelerarla. 

Loic Devaux e Sergiu Toma incarnano due modalità quasi antitetiche di abitare questo campo, ma non in senso rigidamente oppositivo. Piuttosto, appaiono come due polarità che condividono lo stesso interrogativo: come può la pittura, oggi, produrre ancora esperienza?

Nel caso di Devaux, la risposta passa attraverso una strategia di accessibilità controllata. La sua pittura richiama immediatamente la Pop Art, con le sue semplificazioni grafiche, la nitidezza dei contorni e la saturazione cromatica.

È inevitabile pensare a Roy Lichtenstein o a Keith Haring, non tanto come citazioni puntuali quanto come presenze strutturali di un linguaggio che ha codificato l’immagine come superficie comunicativa.

Tuttavia, Devaux sottrae a questo linguaggio la sua componente più ideologica e celebrativa per ri-orientarlo verso una dimensione affettiva e relazionale.

Le sue scene non raccontano l’epica del desiderio mercificato, ma la microfisica delle relazioni quotidiane: piccoli scarti emotivi, prossimità instabili, momenti sospesi che non aspirano a diventare “storia”, ma semplicemente presenza.

L’immagine è immediata, ma non si esaurisce mai completamente nella propria immediatezza; dietro la superficie levigata si percepisce una costruzione narrativa che evita il climax e privilegia una continuità emotiva diffusa.

Se Devaux lavora sull’orizzontalità dell’esperienza, Sergiu Toma si muove invece in una verticalità percettiva che tende alla profondità. Il riferimento alla pittura del Seicento europeo, e in particolare alla lezione di Caravaggio, non va inteso come revival stilistico, ma come riattivazione di una struttura della visione in cui la luce non descrive il mondo, ma lo rivela progressivamente.

Nei lavori di Toma, il chiaroscuro non è un semplice effetto atmosferico, ma una condizione ontologica dell’immagine: le figure emergono come entità parziali, mai completamente definite, sempre sul punto di dissolversi o ricomporsi. L’osservatore è così costretto a rallentare e a negoziare continuamente la propria posizione rispetto all’immagine. Le superfici sembrano stratificate, i bordi delle figure restano porosi e la luce si diffonde per zone di intensità variabile, producendo una precarietà visiva che diventa la forza stessa della pittura.
 

Il confronto tra Devaux e Toma appare allora meno come un’opposizione che come un’oscillazione tra due regimi complementari dello sguardo: da un lato la leggibilità affettiva dell’esperienza, dall’altro la sua opacità costitutiva. Non siamo di fronte a una semplice dualità stilistica, ma a due modi di concepire il tempo della visione e, dunque, a due antropologie implicite dello sguardo. Se la pittura contemporanea conserva ancora un ruolo, esso si situa precisamente in questa soglia: tra immediatezza e opacità, tra leggerezza e densità, tra superficie e profondità. Punti di Vista non offre una risposta definitiva, ma insiste su questa soglia fino a renderla visibile.

 

Devaux e Toma

Punti di Vista

Galleria Annarumma, Napoli

dall’08 maggio all’08 giugno 2026

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