San Gennaro Vesuviano, il tetto del Convento Francescano torna ad essere minacciato dalle infiltrazioni
Redazione 29 Dicembre 2020
Le infiltrazioni tornano a minare il Convento Francescano di San Gennaro Vesuviano. Il tetto della chiesa ha bisogno di essere rimesso a nuovo e, dopo un intervento di sistemazione che fu effettuato anni addietro, adesso è arrivato il momento di provvedere per scongiurare distacchi improvvisi e conseguenti criticità.

Don Aniello Nappi, parroco del paese vesuviano, ci apre cordialmente le porte del convento per illustrarci la situazione: «Le infiltrazioni ci sono da tempo e, in economia, ho cercato di far eseguire dei lavori di tinteggiatura per rendere ospitabili ed accoglienti quantomeno alcune stanze, a partire dalla sagrestia, dove sono state sistemate delle nuove sedie, la cappella – nella quale abbiamo posizionato delle postazioni singole per far rispettare il distanziamento tra le persone – e la stessa chiesa, dove abbiamo anche rimosso un vecchio confessionale per guadagnare maggiore spazio da un lato e così allargare ulteriormente le panche, in modo da offrire le giuste distanze tra i fedeli. Inoltre, è stata sostituita la vetrata della facciata, con una rappresentazione della Sacra Famiglia, che tutti i passanti in piazza Margherita possono ammirare quando illuminata di sera».

Proprio la rimozione dell’antico confessionale in legno ha riportato alla luce il pavimento che il passato era attraversato dai fedeli tra le navate della chiesa: mattonelle di pregio, con disegni di maioliche, il cui valore andrà valutato attraverso l’occhio di esperti in materia.
Nella parte del chiostro, invece, le infiltrazioni hanno minato oltre che gli antichi affreschi, già da tempo deturpati e malandati a causa delle intemperie, anche le pareti, mentre nel giardino centrale – dove è stato appostato un pozzo decorativo – sono già svaniti gli effetti del lavoro di recupero effettuato qualche anno fa grazie al fondo ottenuto dal FAI.

«Il Convento ha bisogno di essere vissuto, amato e sostenuto da parte dei sangennaresi. – conclude il parroco Don Aniello – l’auspicio è che ci sia comunione di intenti, buona volontà e tanto impegno, affinché si possano superare le incomprensioni e ritornare a dare il giusto lustro al simbolo principale del nostro paese».

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