Svanisce il sogno play-off: la Palmese crolla sotto i colpi del Flaminia

Dino Parisi 2 Aprile 2026
Svanisce il sogno play-off: la Palmese crolla sotto i colpi del Flaminia

PALMESE – FLAMINIA 0-4

PALMESE (3-4-3): Leone; Casella, Allegra, D’Agata (67’ Fusco); Basile (82’ Stanco), Virgilio, Teyou (76’ Somma), De Angelis (54’ Fierro); Mendoza (46’ Iannone), Brunet, Calemme. A DISPOSIZIONE: Arabesco, Modesti, Aquino, Natale, Stanco. All. Grimaldi.

FLAMINIA (3-5-2): Torielli; Penchini, Tuia, Bonugli; Burla (81’ Falli), Falilò, Malaccari, D’Angelo, Sirbu; Tascini, Polidori (68’ Orlandi). A DISPOSIZIONE: Falocco, Neri, Achy, Passiatore, Fioretti, Fulga, Ricozzi. All. Nofri.

ARBITRO: Iheukwumere di L’Aquila (Camporeale-Di Venti).

RETI: 20’ Tuia (F), 72’ rig. Tascini (F), 84’ Tascini (F), 93’ Sirbu (F).

NOTE: Spettatori 400 circa. Ammoniti Burla, mister Grimaldi, Virgilio, Penchini. Recupero: 2’ pt e 4’ st.

 

POMIGLIANO D’ARCO – Il Flaminia Civita Castellana espugna il “Gobbato” e continua a coltivare il sogno di giocarsi i play-off promozione, costringendo invece la Palmese a restare spettatrice di un’alta quota che, dopo la bella affermazione in rimonta contro il Valmontone, sembrava essere alla portata di Casella e compagni.

Così non è stato e, nel turno pre-pasquale del giovedì santo, sono stati i rossoblù laziali ad aggiudicarsi quello che si presentava alla vigilia come una sorta di “spareggio” per aggiudicarsi la palma di outsider dei piani alti del girone G di serie D.

La Palmese presenta diverse novità rispetto alla formazione di base, proposta spesso nelle ultime gare stagionali: assenti gli indisponibili Pellino e Puntoriere, rimpiazzati rispettivamente da Leone tra i pali e da Brunet in prima linea, mister Teore Grimaldi ne cambia altri tre (Modesti, Fusco e Fierro) per scelta tecnica, inserendo dal primo minuto D’Agata in difesa, De Angelis sulla fascia sinistra e Mendoza in fase offensiva, passando da 3-5-2 al 3-4-3.

LA GARA: La Palmese ha subito una ghiotta opportunità per passare in vantaggio. Al 5’ Brunet penetra in area e conclude, Torielli respinge e Brunet prova a ribadire la sfera in rete, ma sulla linea di porta un difensore laziale evita il peggio, la palla respinta perviene a Calemme che conclude malamente fuori.

Al 20’ prima, vera occasione da rete per il Flaminia che coglie al volo la chance e passa: tiro d’angolo a mezza altezza, in area c’è Tuia che s’inventa un colpo di tacco che frega Leone e manda la sfera in fondo al sacco.

La squadra di casa accusa il colpo e impiega diversi minuti per riprendere in mano la contesa: al 41’ lancio di De Angelis verso l’area avversaria, la respinta della difesa fa pervenire il pallone a Casella che tenta la conclusione in porta, trovando nuovamente Torielli pronto alla respinta.

Nel secondo tempo, mister Grimaldi mette subito mano alla sua formazione, rimpiazzando Mendoza con Iannone, oltre a gettare poco più tardi nella mischia anche Fierro, in luogo di De Angelis.

La Palmese attacca a pieno ritmo e si rende minacciosa con Iannone (49’), che riceve palla da Calemme e conclude di poco alto.

Al 56’ occasionissima per i rossoneri: angolo di Calemme, palla in area dove – da due passi – Teyou gira il pallone verso la porta, ma sulla linea un difensore riesce ancora una volta ad evitare la capitolazione.

Al 72’ episodio da moviola e calcio di rigore assegnato al Flaminia: Trascini viene lanciato in area da un compagno, arriva a tu per tu con Leone, che lo stende in corsa, inducendo il direttore di gara a fischiare la massima punizione per i laziali.

Il portiere sostiene di aver preso in pieno la palla, ma il contatto c’è ed il rigore viene successivamente trasformato dallo stesso Trascini, che firma lo zero a due.

La partita si chiude virtualmente qui ed anzi c’è ancora tempo per annotare la terza e la quarta rete del Flaminia, che sempre con Trascini (84’) sorprende Leone, poi superato al 93’ pure dal sigillo finale di Sirbu, che insacca la sfera con una battuta dal limite, a coronamento di un contropiede.

 

CREDITS: Foto di Agostino e Danilo Gemito.

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