La strage di Capaci: il 23 maggio di 34 anni fa l'attentato mortale a Giovanni Falcone

Giuseppe Montuori * 14 Maggio 2026
La strage di Capaci: il 23 maggio di 34 anni fa l'attentato mortale a Giovanni Falcone

Mancavano pochi minuti alle ore 18 del 23 maggio 1993, quando sull’autostrada A29 (Palermo/Mazara del Vallo), il giudice Giovanni Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo (anch’ella giudice) e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, rimasero vittima della (purtroppo) famosa strage di “Capaci”.



Ci fu una violenta esplosione, organizzata da “Cosa Nostra”, con a capo Salvatore (detto Totò) Riina, per colpire il simbolo della lotta alla mafia. Come è noto a tutti, Giovanni Falcone (insieme a Paolo Borsellino), è stato il magistrato italiano per eccellenza nella lotta alla mafia, uno degli artefici dell’istruzione del “maxiprocesso di Palermo”, iniziato il 10 febbraio 1986, sicuramente il più grande e complesso procedimento penale contro una delle più importanti e violente organizzazioni criminali del mondo, “Cosa Nostra”.



Per molti, quello celebrato nell’aula bunker dell’Ucciardone, è stato il momento di svolta nella lotta alla mafia, soprattutto grazie al lavoro del pool antimafia ma, anche di tanti di noi  che, seppur all’epoca dei fatti, non dotati di una grossa esperienza lavorativa, eravamo pieni di energia e grande volontà nel servire lo Stato, alimentata dall’enorme stima, rispetto e anche affetto verso chi ha dato la vita per servire  la Nazione, oltre a chi li ha magistralmente guidati, vale a dire il dr. Antonio Caponnetto, persona umile, perbene e dotata di un’alta professionalità non comune.



A tutti, ricordo che ogni volta che avevamo il piacere di incontrarlo (nel Palazzo di Giustizia e/o nella caserma della Guardia di Finanza “Cangialosi” di Palermo, ove alloggiava per motivi di sicurezza), era lui per primo a porgere il saluto, particolare quest’ultimo che fa capire la grande signorilità, educazione e rispetto verso gli altri ma, in special modo, verso di noi che operavamo sul “campo”.

Possiamo senz’altro affermare che questi grandi personaggi, hanno segnato l’inizio della lotta al fenomeno mafioso. 


* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)

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