Referendum sulla Giustizia: le ragioni del Si e del NO

Giuseppe Montuori * 19 Febbraio 2026
Referendum sulla Giustizia: le ragioni del Si e del NO

Il 22 (dalle 7 alle 23) e il 23 (dalle 7 alle 15) marzo 2026 si voterà per la riforma della giustizia, ma, più in particolare, per la tanto discussa separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)…, con tutte le conseguenze che ne conseguiranno.

In sintesi, trattasi di un referendum costituzionale sulla giustizia (revisione del Titolo II e IV della Costituzione, artt. dal 104 al 110) e, visto che riguarda un referendum costituzionale, ci sono regole diverse come ad esempio non serve il quorum. Un evento che ha suscitato (e sta suscitando) una grande attenzione da entrambi gli schieramenti politici (maggioranza e opposizione) i quali dopo un lungo periodo caratterizzato da discussioni, dibattiti, convegni, mai così frenetici e sentiti da tutti gli attori in causa, soprattutto negli ultimi tempi, è diventato l’argomento cardine della politica nostrana.

Quella in questione, è meglio conosciuta come la “Riforma Nordio/Meloni”, una norma che attiene alla revisione costituzionale approvata dal Parlamento nell’ottobre 2025 a maggioranza assoluta ma, non dei due terzi, motivo per il quale la nostra carta costituzionale prevede che, in tal caso, è possibile chiedere un referendum confermativo, lasciando la decisione finale al popolo, infatti, l'articolo 138 della Costituzione, per il referendum di revisione costituzionale non prevede (a differenza di quello abrogativo) l'obbligo di raggiungimento del quorum.

Secondo i sostenitori del NO, “in questo referendum la Meloni si gioca tutto, così come successe a Renzi che, nel 2016, lasciò la guida dell’esecutivo”, per quest’ultimi “è una riforma contro la magistratura” (Tomaso Montanaro – Rettore Università per stranieri di Siena).

Di parere opposto è Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare del Pd, il quale intervistato sull’argomento, ha ribadito di essere favorevole al SI, “così da avere giudici davvero neutrali e, sempre secondo lo stesso, i referendum non sono elezioni”. Queste parole pronunciate da una persona di sinistra, hanno una valenza maggiore perché se è vero quello che asseriva un grande politologo del secolo scorso (prof. Giovanni Sartori), secondo il quale l’elettore di sinistra è ideologizzato, ebbene in questo caso l’ex deputato del Pd, discostandosi dall’idea della sinistra, ha riconosciuto la bontà e, quindi, l’importanza del SI nel giudizio popolare indetto per il 22 e 23 marzo.

Dello stesso parere,  è il dott. Catello Maresca, il quale intervistato  da Nicola Porro nella trasmissione pre-serale “10 minuti”, in onda su Rete 4, ha confermato l’importanza del SI, “grazie al quale si avrà la separazione delle carriere tra giudici e magistrati i cui effetti benefici, forse non si avranno subito ma, sarà sicuramente una magistratura più efficiente. Purtroppo sta diventando una questione ideologica, politica ma la riforma darà senza dubbio effetti positivi, anche secondo molti colleghi magistrati che, pur non esplicitando apertamente il loro pensiero, sono comunque convinti sostenitori del SI”

Nell’occasione, il dr. Catello Maresca, ha ricordato un evento del dicembre 1991, quando ci fu uno sciopero dei magistrati contro il dott. Giovanni Falcone, il quale mentre era direttore degli Affari Penali al Ministero della Giustizia propose l’istituzione di una centrale di coordinamento nazionale antimafia, meglio nota come la “Superprocura” o Direzione Nazionale Antimafia.

Un plauso va fatto al magistrato napoletano per aver ricordato, nel corso dell’intervista, quest’ultimo evento patito dal grande e valoroso Giovanni Falcone che, tra l’altro, già allora approvava la separazione delle carriere dei magistrati, auspicando una profonda trasformazione dell’ordinamento giudiziario.  E’ il caso di chiudere l’argomento con un celebre slogan televisivo degli anni '80, utilizzato da Renzo Arbore , “meditate  gente, meditate”.


* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)

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