Morra De Sanctis: Il Premio “L’Inedito” celebra la cultura come motore civile e identitario

Redazione 29 Aprile 2026
Morra De Sanctis: Il Premio “L’Inedito” celebra la cultura come motore civile e identitario

C’è un punto preciso nella vita di un territorio in cui la tradizione smette di essere un ricordo distante e diventa forza attiva, capace di incidere sul presente e orientare ciò che verrà.

La XVIII edizione del Premio Letterario Nazionale “L’Inedito – sulle tracce del De Sanctis” ha incarnato pienamente questo passaggio: più di un evento, un momento condiviso di coscienza culturale, vissuto nel luogo simbolo per eccellenza, Morra De Sanctis, terra natale di Francesco De Sanctis.

Non è stato casuale portare per la prima volta il Premio proprio qui. La decisione ha un valore profondo, legato all’identità stessa del territorio. Come ha evidenziato la sindaca Fiorella Caputo, accogliere una manifestazione di questo rilievo significa riaffermare Morra De Sanctis come spazio di pensiero, studio e crescita civile. In un tempo in cui la cultura rischia di essere marginale, il borgo irpino si propone invece come luogo generativo, dove passato e presente dialogano restituendo senso e prospettiva.

La scelta della data ha ulteriormente amplificato il valore dell’iniziativa. Il 25 aprile non è stato soltanto cornice, ma parte integrante del messaggio: libertà, partecipazione, democrazia.

Particolarmente significativo il convegno dedicato agli 80 anni dal voto alle donne, animato dagli interventi della sociologa Luisa Festa, della filosofa Ester Basile, della stessa Fiorella Caputo e della scrittrice Neria De Giovanni, con il coordinamento di Floriana D’Ambrosio. Un confronto che ha saputo intrecciare memoria storica e attualità.

La manifestazione ha valorizzato talento e impegno con riconoscimenti mirati. Il Premio “Scuola del Territorio 2026” è stato assegnato al plesso locale dell’Istituto Comprensivo Criscuoli, a testimonianza dell’attenzione verso i giovani. Parallelamente, il Premio Speciale “Fotografia Avellino PHOTO 2026” conferito al fotografo Franco Sortini ha sottolineato il dialogo tra arti diverse.

Nel pomeriggio, l’iniziativa ha espresso la sua essenza più autentica: dare spazio a tutte le forme della creatività contemporanea, senza perdere il legame con l’eredità di De Sanctis. Poesia, narrativa breve, romanzo, teatro, fiabe e favole: le sezioni ufficiali hanno premiato linguaggi e sensibilità differenti, confermando la vocazione inclusiva del concorso.

Accanto a queste, il Premio “Humanitas Nova – R. Marandino” ha ribadito il valore di una letteratura attenta alla dimensione umana e sociale, mentre i Premi “Paesi in Lettere” – con la partecipazione della città di Benevento – e i Premi “Associazioni” hanno evidenziato il ruolo delle comunità nella diffusione culturale. Tra i momenti più significativi, l’assegnazione dei premi istituzionali.

Il Premio Comune di Morra De Sanctis è andato alla scrittrice Neria De Giovanni, mentre il Premio Cultura è stato attribuito a Fiorella Pagliuca Provveditore agli Studi di Avellino, per il suo impegno nel settore educativo. Di particolare rilievo il Premio Francesco De Sanctis conferito a Nicola De Blasi, figura autorevole della cultura linguistica italiana.

Emozionante il Premio alla Memoria dedicato a Paola Silano, mentre il Premio Rivista Storica del Territorio è stato assegnato a “Sinestesie”, fondata dal prof. Carlo Santoli.



A guidare la cerimonia, la docente e scrittrice Paola Pepino e il giornalista Luca Virno, capaci di costruire un racconto fluido e coinvolgente. Ad arricchire l’atmosfera, le musiche del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino e l’interpretazione teatrale di Davide Di Pietro nei panni di De Sanctis, che ha restituito voce e presenza al grande intellettuale.

Fondamentale il contributo del direttore artistico Domenico Cipriano, che ha ribadito il ruolo della letteratura come spazio di libertà, e del patron Silvio Sallicandro, ideatore del Premio, che ha descritto il libro come luogo di incontro tra persone e territori.

Centrale anche il ruolo della sindaca Fiorella Caputo, simbolo del legame tra istituzioni e cultura. La sezione pomeridiana si è configurata come un quadro articolato e armonico, dove ogni premio ha contribuito a delineare un’idea di cultura aperta, dinamica e radicata. Non una semplice celebrazione, ma un gesto collettivo che restituisce centralità alla parola, alla memoria e alla responsabilità civile che ogni forma artistica porta con sé.

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