Palma Campania: Successo per la scrittrice Michela Buonagura autrice di: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’

Redazione 30 Aprile 2026
Palma Campania: Successo per la scrittrice Michela Buonagura autrice di: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’

Grande successo a Palma Campania per la scrittrice Michela Buonagura, a dar voce in questo libro, “Conto i passi, storie di disamore”Michela Buonagura.Conto i passi, storie di disamore’’, Metelliana Edizioni, alla sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce.

A firmare la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che commenta: «Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo individuale, chiusi nel nostro particulare».

Nella quarta di copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore Luigi Romolo Carrino: «È alle coordinate più sicure della Terra, è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale, diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per arrivare all’osso della ferocia, disvelando il male che si nasconde dietro il bene esibito».

«È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla esprimere, evitando la mera retorica», ha confessato l’autrice alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina Mauro, per continuare: «E’ il mio dovere civico, umano, sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini».

Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti delle donne, per l’emancipazione femminile, realizzando e partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sul territorio campano.

È stata una delle prime a parlare di violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni Occasioni (2013) e la raccolta poetica  Viaggiamo fuori rotta (2017).

Il libro, che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne, tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per violenza fisica e psicologica.

Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie, mamme, ragazze, bambine, donne semplici, di cultura, nella segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione, alcool, maschilismo.

Non c’è spazio per la tristezza o lo sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia, come se l’autrice avesse dovuto prendere distanza per non straziarsi.

La giornalista e scrittrice Filomena Carrella esprime così il suo pensiero riguardante l’opera della Buonagura: «Frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice, i monologhi, tutti, indistintamente, entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non proferiscono».

Storie sofferte, vite spezzate e il più delle volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie.

«Sono storie – aggiunge Carrella – che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la voce dell’Io presente che non muore, si fa carezza, canzone, nella penna dell’autrice, come a cullare e lenire il male subito. Si sente in dovere, da donna a donne martoriate, ad offrire il suo “fiore”, con il libro».

L’autrice ha dedicato ad Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale sensibilità da emozionarsi ed emozionare.

«Bisogna contrastare, ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione può venire solo dall’educazione, dalla cultura, da una presa di coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare», conclude Michela Buonaguara.

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