Rovazzi, Nino D'Angelo e Arisa colorano l'estate 2026: la musica italiana viaggia verso Sud

Silvio Martino 10 Luglio 2026
Rovazzi, Nino D'Angelo e Arisa colorano l'estate 2026: la musica italiana viaggia verso Sud

C’è un elemento che accomuna gran parte delle hit estive degli ultimi anni, soprattutto di questo: il Sud.

Sia chiaro, la playa e altre parole spagnole continuano a costruire gran parte della formula del classico tormentone, ma, facendo anche solo un ragionamento superficiale, si può notare un richiamo molto più costante a immagini diverse ultimamente, anche da artisti che geograficamente hanno poco a che fare con il meridione e, soprattutto, con Napoli.

Si è parlato tanto di come Napoli sia un immaginario capace di influenzare il lunguaggio della musica pop italiana e, forse su tutti, c’è un brano che si inserisce perfettamente in questa tendenza, perchè racconta un’estate che trova la propria identità nei colori, nelle atmosfere e nelle sonorità della Campania: “La Costiera Amalfitana”, di Rovazzi, Nino D’Angelo e Arisa.

Avete capito bene: Rovazzi ha collaborato con il grande Nino e Arisa. Il pubblico è già abituato ad accoppiamenti desueti e musicalmente distanti, Fabio, infatti, ha già collaborato con tanti artisti, da Orietta Berti a Dani Faiv, da Eros Ramazzotti a Gianni Morandi, da Loredana Bertè a J-Ax, ma questa volta sembra un mix di voci assolutamente unico.

La Costiera Amalfitana è un brano che ha la pretesa di essere una canzone leggera, con dei cliché moderni e immagini sociali già sentite (il caldo di Milano/i maranza/i monopattini a nolo), delle linee melodiche e una produzione frutto di tanti nomi, così come si legge dai credits dei brani.

La voce di Arisa purtroppo non sfonda come al solito mentre il ritornello di Nino, che rimarca il fatto che non si possa portare la Costiera Amalfitana a Milano, risulta essere la vera ventata di sorpresa di questo brano che, probabilmente, senza questo stacco melodico e di attitude nel ritornello, avrebbe perso tanto del suo appeal.

È proprio la presenza di Nino a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del progetto. Nel corso della sua lunga carriera l’artista ha saputo dialogare con pubblici molto diversi, reinventandosi senza mai inseguire le mode. Anche in questa collaborazione con un artista appartenente a una generazione completamente di differente dalla sua, D'Angelo non rinuncia alla propria vocalità e alle proprie radici. Non si adatta al contesto: è il contesto che si arricchisce grazie alla sua presenza.

Una capacità non scontata, quella di restare contemporanei senza snaturarsi. Nino continua essere riconoscibile al primo ascolto, dimostrando come autenticità e modernità possono convivere, e probabilmente è questo il segreto della longevità artistica.

La Costiera Amalfitana diventa così qualcosa di più di un semplice tormentone estivo, diventa il punto di incontro tra generazioni, linguaggi e identità musicali differenti, ma anche la conferma di un fenomeno ormai evidente: quando l'estate italiana cerca una colonna sonora, sempre più spesso guarda verso Napoli.

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