Torneo dei Rioni: la Masseria Battaglia vince l'appassionante competizione di Carbonara di Nola

Redazione 17 Luglio 2026
Torneo dei Rioni: la Masseria Battaglia vince l'appassionante competizione di Carbonara di Nola

Carbonara di Nola ha vissuto un’intensa quanto appassionante terza edizione del Torneo dei Rioni, manifestazione che di anno in anno sta riscuotendo un successo sempre maggiore nel paese collinare.

Il torneo - organizzato da Agostino Stellini - ha registrato il trionfo della compagine della Masseria Battaglia, al secondo posto la squadra di via Annunziata, mentre al terzo posto è giunto il team di via Roma. La cerimonia di premiazione si è svolta direttamente nel complesso sportivo "Della Gala", dove si sono giocate le partite, con il quartier generale che è stato fissato nella splendida location della Pizzeria Francesco.

Per quanto riguarda i premi individuali, la palma di Miglior Giocatore – nonché di Capo Cannoniere della competizione è andata a Dino Prevete.

Il Miglior Portiere è stato, invece, Alessandro Cassese; infine, il titolo di Miglior Difensore è andato a Luigi Menna.

E quest’anno va detto che c’è stata una simpatica quanto importante novità. Infatti, Marcello Casalino è stato fondatore della rubrica “Campioni e Rioni”, dedicata proprio alla competizione estiva di Carbonara di Nola, ha fornito qualche dettaglio riguardo alla manifestazione calcistica che ha coinvolto praticamente tutti i rioni del paese.

«La terza edizione del Torneo dei Rioni è stata un passaggio naturale ma anche coraggioso. Negli anni il torneo è cresciuto, è diventato un appuntamento atteso, un momento di comunità. Quest’anno abbiamo deciso di fare un salto in avanti: non solo calcio, ma narrazione, memoria, identità. Con Campioni e Rioni abbiamo voluto raccontare ciò che accadeva in campo e fuori, minuto per minuto, ma anche ciò che il torneo rappresenta per Carbonara di Nola. È un evento che unisce, che fa ritrovare le persone, che riaccende storie e ricordi. Per questo ho sentito il bisogno di dare una cornice comunicativa più ampia, più viva, più moderna».

Parliamo proprio della rubrica Campioni e Rioni. Come nasce e cosa rappresenta?

«Campioni e Rioni nasce da un’idea semplice: raccontare il torneo come nessuno l’aveva mai raccontato. Negli anni scorsi c’erano solo le interviste ai protagonisti, che erano importanti, ma non bastavano più. Quest’anno abbiamo introdotto una struttura nuova: Focus speciali, Spotlight dedicati ai rioni, News in tempo reale, Approfondimenti storici. La rubrica ha dato voce ai calciatori, certo, ma anche al pubblico, ai volontari, ai bambini che correvano a bordo campo, ai ricordi del Torneo dei Rioni di vent’anni fa. È stato un modo per dire: il torneo non è solo una partita, è un pezzo di noi».

Qual è stato l’impatto della rubrica sulla comunità?

L’impatto è stato forte, più forte di quanto immaginassi. La gente ha iniziato a seguire il torneo non solo per vedere chi vinceva, ma per sentirsi parte di una storia collettiva. Ogni contenuto pubblicato diventava un momento di condivisione: commenti, ricordi, foto, aneddoti. La rubrica ha creato appartenenza, ha generato orgoglio, ha fatto emergere la bellezza dei rioni e delle persone che li vivono. In un’estate dove ci si ritrova, dove il calcio diventa linguaggio comune, Campioni e Rioni ha fatto da ponte tra passato e presente».

C’è un momento che più di tutti rappresenta lo spirito di questa edizione?

«Sì: il ritorno alla memoria del Torneo dei Rioni di vent’anni fa. Quando abbiamo raccontato quella storia, quando abbiamo mostrato le foto, le testimonianze, i protagonisti di allora, il paese si è fermato un attimo. È stato come riaprire un album di famiglia. Quello è stato il segno che stavamo facendo qualcosa di giusto: non solo informazione, ma narrazione identitaria».

Qual è la finalità più profonda di questo lavoro?

«La finalità è una sola: rafforzare il senso di comunità. Il Torneo dei Rioni è calcio, certo, ma è anche un modo per stare insieme, per riconoscersi, per ritrovare valori semplici e veri. Con Campioni e Rioni abbiamo voluto dare voce a tutto questo. Se anche una sola persona, leggendo un contenuto, si è sentita più parte del proprio rione, allora abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».

Torniamo al fondatore Agostino Stellini: cosa immagini per il futuro della comunicazione?

"Immagino continuità, crescita, nuove idee. Il torneo è vivo, la comunità è viva, e la comunicazione deve esserlo altrettanto. Mi piacerebbe che lo staff di Artem, di Roberto, di Silvia, Paolo e Morena, che hanno saputo curare la pagina di Instagram, insieme alla rubrica Campioni e Rioni diventasse un appuntamento fisso, un archivio di emozioni, un racconto che ogni anno si arricchisce di nuovi protagonisti e nuove storie. Perché Carbonara di Nola ha tanto da dire, e noi abbiamo il dovere di raccontarlo bene».

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