Tra cultura e riscatto sociale, Napoli ospita il Premio Internazionale “Amici di Giambattista Vico”
Redazione 28 Maggio 2026
Oggi, giovedì 28 maggio alle 17:00, la cerimonia di consegna all’Istituto di Cultura Meridionale – Palazzo Arlotta, via Chiatamone 63. Un progetto nato in un quartiere popolare e aperto al mondo
Dalle strade di Piazza Giambattista Vico all’Istituto di Cultura Meridionale di via Chiatamone 63. È questo il viaggio compiuto in vent’anni dall’associazione “Amici di Piazza Giambattista Vico”, che oggi, giovedì 28 maggio alle ore 17:00, celebra la prima edizione del Premio Letterario Internazionale “Amici di Giambattista Vico”.
L’evento gode del patrocinio di Regione Campania e Comune di Napoli, con il sostegno di ELDA e dell’Associazione Corpo di Polizia Locale Napoli – Campania. Un riconoscimento istituzionale che testimonia il valore culturale di un progetto costruito con serietà, passione e continuità.
L’associazione, nata in un quartiere popolare della città, ha trasformato il pensiero di Vico – e la sua idea rivoluzionaria “Verum ipsum factum”, la verità si scopre agendo – in un invito concreto: cercare la verità dentro di sé, con libertà di pensiero e onestà intellettuale, dando voce a testi capaci di raccontare la realtà senza filtri.
A condurre la cerimonia saranno la giornalista e scrittrice Daniela Merola, presidente della giuria tecnica, fortemente voluta dal presidente dell’associazione Carmine Serena, insieme a Rosario Lavorgna ed Elio Sabia, direttore artistico. L’obiettivo è chiaro: far evolvere un percorso culturale che non si ferma alla letteratura, ma diventa spazio di confronto sociale, presidio sul territorio dove discutere della città reale, affrontare i temi caldi del presente e immaginare percorsi di riscatto e crescita.
Un premio già internazionale
Il cammino verso la finale è stato accompagnato da incontri pubblici, interventi televisivi e una conferenza stampa al Gran Caffè Gambrinus, luogo simbolo della cultura napoletana. La presidente Merola si dice soddisfatta per la qualità e la provenienza degli elaborati: arrivati non solo da tutta Italia, ma anche da Spagna e Romania.
Il Premio si articola in sezioni dedicate a Narrativa, Giallo, Fiabe, Racconti e Articoli giornalistici. “Ci sono storie che parlano di donne, di riscatto, di verità nascoste dietro la quotidianità – spiega Merola –. Ogni testo è una finestra sulla società. La scrittura resta oggi uno strumento essenziale per raccontare punti di vista diversi in un mondo dominato dai social e dalla tecnologia”.
Tra i premiati, l’impegno per la cultura
Tra i riconoscimenti della prima edizione spicca quello all’avv. Antonio Soviero, presidente dell’associazione culturale Ipazia, premiato per il suo impegno a favore della cultura. “La cultura è uno degli strumenti più importanti che abbiamo – afferma Soviero –: non è solo conoscenza, ma è responsabilità, identità, opportunità e futuro. È ciò che consente alle nostre comunità di crescere, di dialogare e di affrontare le sfide con consapevolezza”.
Da Piazza Vico a Palazzo Arlotta, il Premio Internazionale “Amici di Giambattista Vico” racconta una Napoli che non si arrende: una città che dalla cultura riparte, e che alla verità arriva solo agendo.
Dalle strade di Piazza Giambattista Vico all’Istituto di Cultura Meridionale di via Chiatamone 63. È questo il viaggio compiuto in vent’anni dall’associazione “Amici di Piazza Giambattista Vico”, che oggi, giovedì 28 maggio alle ore 17:00, celebra la prima edizione del Premio Letterario Internazionale “Amici di Giambattista Vico”.
L’evento gode del patrocinio di Regione Campania e Comune di Napoli, con il sostegno di ELDA e dell’Associazione Corpo di Polizia Locale Napoli – Campania. Un riconoscimento istituzionale che testimonia il valore culturale di un progetto costruito con serietà, passione e continuità.
L’associazione, nata in un quartiere popolare della città, ha trasformato il pensiero di Vico – e la sua idea rivoluzionaria “Verum ipsum factum”, la verità si scopre agendo – in un invito concreto: cercare la verità dentro di sé, con libertà di pensiero e onestà intellettuale, dando voce a testi capaci di raccontare la realtà senza filtri.
A condurre la cerimonia saranno la giornalista e scrittrice Daniela Merola, presidente della giuria tecnica, fortemente voluta dal presidente dell’associazione Carmine Serena, insieme a Rosario Lavorgna ed Elio Sabia, direttore artistico. L’obiettivo è chiaro: far evolvere un percorso culturale che non si ferma alla letteratura, ma diventa spazio di confronto sociale, presidio sul territorio dove discutere della città reale, affrontare i temi caldi del presente e immaginare percorsi di riscatto e crescita.
Un premio già internazionale
Il cammino verso la finale è stato accompagnato da incontri pubblici, interventi televisivi e una conferenza stampa al Gran Caffè Gambrinus, luogo simbolo della cultura napoletana. La presidente Merola si dice soddisfatta per la qualità e la provenienza degli elaborati: arrivati non solo da tutta Italia, ma anche da Spagna e Romania.
Il Premio si articola in sezioni dedicate a Narrativa, Giallo, Fiabe, Racconti e Articoli giornalistici. “Ci sono storie che parlano di donne, di riscatto, di verità nascoste dietro la quotidianità – spiega Merola –. Ogni testo è una finestra sulla società. La scrittura resta oggi uno strumento essenziale per raccontare punti di vista diversi in un mondo dominato dai social e dalla tecnologia”.
Tra i premiati, l’impegno per la cultura
Tra i riconoscimenti della prima edizione spicca quello all’avv. Antonio Soviero, presidente dell’associazione culturale Ipazia, premiato per il suo impegno a favore della cultura. “La cultura è uno degli strumenti più importanti che abbiamo – afferma Soviero –: non è solo conoscenza, ma è responsabilità, identità, opportunità e futuro. È ciò che consente alle nostre comunità di crescere, di dialogare e di affrontare le sfide con consapevolezza”.
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