“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”: Angelo Amato de Serpis racconta le vittime dimenticate della Seconda Guerra Mondiale

Redazione 16 Maggio 2026
“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”: Angelo Amato de Serpis racconta le vittime dimenticate della Seconda Guerra Mondiale
Memoria e tragedia nella narrativa campana

Dal bombardamento di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna del 1943, fino alle tristi vicende odierne di Gaza e al disastro umanitario alla tragedia ferroviaria di Balvano del 1944: un ponte tra passato e presente, tra conflitti di alcuni anni fa e quelli contemporanei, una storia che si ripete.

Una nuova intensa opera narrativa arricchisce il panorama editoriale italiano.

Dalla memoria dimenticata della Seconda Guerra Mondiale, alle ferite ancora aperte dei conflitti contemporanei attraverso il racconto “Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”, pubblicato da Brignoli Edizioni, con la collaborazione e la partecipazione della Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna, lo scrittore Angelo Amato de Serpis consegna ai lettori un’opera intensa e necessaria, capace di trasformare la storia locale in riflessione universale.



Un’opera narrativa che restituisce voce e memoria alle vittime civili dimenticate della Seconda Guerra Mondiale in Campania.

La narrazione è liberamente tratta e si ispira a due tragedie che hanno segnato profondamente il Mezzogiorno e l’Italia intera, restituendo voce alle vittime civili spesso escluse dalla grande narrazione storica, riducendole al massimo a semplici freddi numeri.

Il racconto “Ciliegie rosso sangue” è liberamente ispirato al bombardamento dell’area industriale e delle città di Pomigliano d’Arco, Castello di Cisterna e dintorni del 30 maggio 1943, uno degli episodi più drammatici vissuti dal territorio nolano-pomiglianese durante la guerra, con particolare riferimento alle vittime provenienti da Castello di Cisterna e dai comuni circostanti.

Attraverso una scrittura evocativa e profondamente umana, l’autore ricostruisce il destino di uomini, donne e bambini travolti dalla violenza bellica, creando un ponte ideale con le tragedie dei civili coinvolti nei conflitti odierni, come quello che continua a colpire la popolazione di Gaza.

Il secondo racconto, “Il treno della morte”, rilegge in chiave narrativa la tragedia ferroviaria di Balvano, vicino potenza, del marzo del 1944, una delle più gravi e colpevolmente obliata catastrofe ferroviaria europea, simbolo estremo della fame, della disperazione e della lotta per la sopravvivenza nell’Italia devastata dalla guerra.

Ne emerge un’opera di forte impegno civile, nella quale la memoria storica diventa denuncia morale e interrogativo contemporaneo sul valore della vita umana nei teatri di guerra di ieri e di oggi.

Angelo Amato de Serpis conferma così una scrittura attenta alle storie marginali e alle comunità ferite, trasformando il racconto storico in strumento di coscienza collettiva.

«Non esistono guerre “lontane” – afferma l’autore – perché il dolore dei civili attraversa il tempo e riguarda tutti. Ricordare significa scegliere da che parte stare, ovvero dalla parte della vita. Ringrazio per lo stimolo e il supporto di Ferdinando Calabrese, Gennaro Romano e Fiorella Chirollo della Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna che mi hanno dato la possibilità di conoscere storie e vicende umane dalla diretta voce di discendenti e parenti delle vittime di quel terribile bombardamento del 1943. Scrivere questo libro è stato per me, nel mio piccolo, un sentito modo di dare voce a chi non ha potuto raccontare la propria storia e trasformare il ricordo in responsabilità verso il presente e impegno per la pace. Purtroppo è un’ulteriore testimonianza della validità del pensiero di Antonio Gramsci, il quale si rammaricava che la storia era sì maestra di vita, come diceva Cicerone, ma non aveva scolari ad ascoltarla».



Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte” si propone come un’opera destinata al dibattito culturale e civile regionale e non solo, capace di unire ricerca memoriale, narrazione e attualità in un unico potente messaggio di responsabilità e pace. Con stile diretto e coinvolgente, l’autore mette in scena la storia dei territori campani e non, come simbolo universale del prezzo umano della guerra, trasformando la narrazione storica in strumento di coscienza collettiva. “Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte” si configura così come un libro di memoria, denuncia e umanità, capace di collegare passato e presente in un’unica, potente narrazione. Inoltre si propone come strumento culturale e didattico per incontri pubblici, percorsi scolastici e iniziative dedicate alla memoria storica.

Il volume sarà disponibile nei circuiti editoriali nazionali e sarà presentato prossimamente in Campania o oltre nell’ambito di incontri pubblici dedicati alla memoria storica.
ULTIMI ARTICOLI