Avellino, al Circolo della Stampa rivive l’epopea dei pastori: Ascolese e Bianco presentano “Transumanze e pascoli”
Redazione 16 Aprile 2026
C’è un’Italia che cammina da millenni lungo i tratturi, con il passo lento delle greggi e lo sguardo rivolto alle stagioni. È l’Italia della transumanza, patrimonio di gesti, saperi e paesaggi che hanno disegnato l’identità delle aree interne. A quella memoria in movimento è dedicato ‘Transumanze e pascoli’, il volume firmato da Fioravante Ascolese e Rosa Bianco, edito da Delta3, che sarà presentato sabato 18 aprile alle ore 17 al Circolo della Stampa di Avellino.
Un libro che attraversa il tempo. Il lavoro di Ascolese e Bianco non è solo una ricostruzione storica. È un viaggio nella vita quotidiana di pastori e comunità, tra riti, fatiche, economia e relazioni che hanno tenuto insieme i territori appenninici. Il libro racconta la transumanza come pratica antica e come metafora: lo spostamento come necessità, l’adattamento come intelligenza, il pascolo come misura del rapporto tra uomo e natura.
Lo sguardo è attento all’Irpinia, terra di transiti e di stanzialità, di alture e di valli, dove le tracce di quella civiltà pastorale sono ancora leggibili nei toponimi, nelle feste, nelle architetture rurali, nelle parole.’ Transumanze e pascoli’ unisce così passato e presente. Interroga le radici culturali del territorio per offrire spunti al dibattito di oggi sulle aree interne, sullo spopolamento, sulla custodia del paesaggio. Perché conoscere da dove veniamo aiuta a scegliere dove andare.
A discutere con gli autori ci saranno tre voci diverse e complementari. Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia, porterà lo sguardo del giornalismo di territorio, abituato a raccontare le trasformazioni sociali ed economiche della provincia. Bruno Corrado, dirigente veterinario dell’ASL di Frosinone, offrirà la competenza scientifica e il punto di vista di chi ha studiato da vicino la zootecnia, la salute animale e il legame tra allevamento e ambiente.
Silvio Sallicandro, editore Delta3, racconterà il senso di una scelta editoriale che investe sulla memoria come chiave di futuro. A moderare l’incontro sarà Rosa Bianco, insegnante e giornalista, coautrice del volume. Una doppia veste che le consentirà di tenere insieme il rigore del racconto e la passione civile di chi quei luoghi li vive e li insegna ogni giorno.
Le conclusioni saranno affidate agli autori, Fioravante Ascolese e Rosa Bianco, che chiuderanno il cerchio tra ricerca e testimonianza.
La serata sarà accompagnata dalle musiche del Maestro Mayumi Ueda. Un contrappunto sonoro pensato per restituire l’atmosfera sospesa dei pascoli, il silenzio dei tratturi, la malinconia delle partenze e la gioia dei ritorni. Perché la transumanza è stata anche suono: campanacci, richiami, canti. Al termine dell’incontro è previsto il momento della firma delle copie con il pubblico. Un’occasione per trasformare il libro in dialogo, la pagina scritta in incontro reale. Perché parlare di transumanza oggi?
Nel 2019 la transumanza è diventata Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento che non archivia, ma impegna. Significa tutelare, tramandare, studiare. Significa capire che dietro la cartolina del pastore c’è un sistema complesso di saperi ecologici, di economia circolare ante litteram, di coesione sociale.
‘Transumanze e pascoli’ si inserisce in questo solco: fa memoria senza nostalgia, documenta senza accademia, interroga senza retorica. L’appuntamento al Circolo della Stampa di Avellino, storico presidio del dibattito cittadino, diventa così più di una presentazione editoriale.
È un invito a riconoscersi in una storia lunga, a misurare quanta di quella sapienza è ancora utile per abitare le aree interne, per dare valore a ciò che resta e a ciò che può rinascere. L’ingresso è libero. La città è invitata.
Un libro che attraversa il tempo. Il lavoro di Ascolese e Bianco non è solo una ricostruzione storica. È un viaggio nella vita quotidiana di pastori e comunità, tra riti, fatiche, economia e relazioni che hanno tenuto insieme i territori appenninici. Il libro racconta la transumanza come pratica antica e come metafora: lo spostamento come necessità, l’adattamento come intelligenza, il pascolo come misura del rapporto tra uomo e natura.
Lo sguardo è attento all’Irpinia, terra di transiti e di stanzialità, di alture e di valli, dove le tracce di quella civiltà pastorale sono ancora leggibili nei toponimi, nelle feste, nelle architetture rurali, nelle parole.’ Transumanze e pascoli’ unisce così passato e presente. Interroga le radici culturali del territorio per offrire spunti al dibattito di oggi sulle aree interne, sullo spopolamento, sulla custodia del paesaggio. Perché conoscere da dove veniamo aiuta a scegliere dove andare.
A discutere con gli autori ci saranno tre voci diverse e complementari. Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia, porterà lo sguardo del giornalismo di territorio, abituato a raccontare le trasformazioni sociali ed economiche della provincia. Bruno Corrado, dirigente veterinario dell’ASL di Frosinone, offrirà la competenza scientifica e il punto di vista di chi ha studiato da vicino la zootecnia, la salute animale e il legame tra allevamento e ambiente.
Silvio Sallicandro, editore Delta3, racconterà il senso di una scelta editoriale che investe sulla memoria come chiave di futuro. A moderare l’incontro sarà Rosa Bianco, insegnante e giornalista, coautrice del volume. Una doppia veste che le consentirà di tenere insieme il rigore del racconto e la passione civile di chi quei luoghi li vive e li insegna ogni giorno.
Le conclusioni saranno affidate agli autori, Fioravante Ascolese e Rosa Bianco, che chiuderanno il cerchio tra ricerca e testimonianza.
La serata sarà accompagnata dalle musiche del Maestro Mayumi Ueda. Un contrappunto sonoro pensato per restituire l’atmosfera sospesa dei pascoli, il silenzio dei tratturi, la malinconia delle partenze e la gioia dei ritorni. Perché la transumanza è stata anche suono: campanacci, richiami, canti. Al termine dell’incontro è previsto il momento della firma delle copie con il pubblico. Un’occasione per trasformare il libro in dialogo, la pagina scritta in incontro reale. Perché parlare di transumanza oggi?
Nel 2019 la transumanza è diventata Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento che non archivia, ma impegna. Significa tutelare, tramandare, studiare. Significa capire che dietro la cartolina del pastore c’è un sistema complesso di saperi ecologici, di economia circolare ante litteram, di coesione sociale.
‘Transumanze e pascoli’ si inserisce in questo solco: fa memoria senza nostalgia, documenta senza accademia, interroga senza retorica. L’appuntamento al Circolo della Stampa di Avellino, storico presidio del dibattito cittadino, diventa così più di una presentazione editoriale.
È un invito a riconoscersi in una storia lunga, a misurare quanta di quella sapienza è ancora utile per abitare le aree interne, per dare valore a ciò che resta e a ciò che può rinascere. L’ingresso è libero. La città è invitata.
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